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18/04/201717:17

Perché la puntata di Report ha scatenato le polemiche degli esperti

Report ancora una volta al centro delle polemiche. Stavolta a far discutere è il servizio dedicato al vaccino contro il papilloma virus (Hpv). Durante la trasmissione è stata citata una review del Nordic Cochrane Center dell'anno scorso che accusava l'Agenzia europea del farmaco (Ema) di aver sottovalutato le reazioni avverse. La tesi esposta dagli autori della trasmissione ha provocato la ferma risposta della ministra della Salute e della comunità scientifica, tutti compatti nel difendere "il primo vaccino contro il cancro che l'uomo è riuscito a produrre". La redazione di Report in un comunicato ha sottolineato che "come abbiamo detto ieri sera in onda: l'inchiesta sull'anti-Hpv non è contro l'utilità dei vaccini, si tratta in tema di prevenzione della scoperta più importante degli ultimi 300 anni. Abbiamo parlato di farmacovigilanza: cosa accade quando ti inietti il vaccino e hai una reazione avversa". 
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Nordic Cochrane Center
Nordic Cochrane Center
Agenzia europea del farmaco
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comunità scientifica
redazione di Report
 


Secondo l'Ema i vantaggi del vaccino contro il Papilloma Virus, che protegge dal tumore al collo dell'utero, sono di gran lunga superiori agli svantaggi; dall'altro lato, Nordic Cochrane Center critica il fatto che tutti i dati in materia siano stati diffusi dalle aziende farmaceutiche. 

Ecco come si sviluppa il cancro dopo l'infezione da HPV 
L'HPV è responsabile di oltre 600.000 nuovi casi di tumore ogni anno nel mondo. Alcuni si sviluppano solo sulla pelle, mentre altri crescono nelle membrane mucose, quali la bocca, la gola (distretto testa-collo) o il tratto genito-urinario: per esempio il collo dell'utero, il tessuto in cui è più frequente il tumore causato da HPV, ma anche l'ano o il pene. Gli HPV, di cui esistono oltre 120 varianti che si differenziano per le tipologie di tessuto che infettano, si contraggono tramite contatto diretto (sessuale, orale e cutaneo) o in luoghi poco puliti (ad esempio bagni pubblici non disinfettati a norma). L'infezione da HPV è asintomatica nella maggior parte dei casi. A volte si può, invece, manifestare con condilomi acuminati in sede genitale. Le lesioni da HPV del collo uterino possono essere riconosciute mediante il Pap test, la colposcopia o tecniche di patologia molecolare.
L'HPV è responsabile di oltre 600.000 nuovi casi di tumore ogni anno nel mondo. Alcuni si sviluppano solo sulla pelle, mentre altri crescono nelle membrane mucose, quali la bocca, la gola (distretto testa-collo) o il tratto genito-urinario: per esempio il collo dell'utero, il tessuto in cui è più frequente il tumore causato da HPV, ma anche l'ano o il pene. Gli HPV, di cui 
600.000 nuovi casi di tumore ogni anno nel mondo
collo dell'utero
si contraggono tramite contatto diretto (sessuale, orale e cutaneo) o in luoghi poco puliti (ad esempio bagni pubblici non disinfettati a norma).
contatto diretto


E' fondamentale capire meglio il legame fra HPV e cancerogenesi. I ricercatori dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) hanno scoperto il i meccanismi molecolari che entrano in gioco a seguito della infezione da HPV (Human Papilloma virus) e che portano alla insorgenza di gravi forme di tumore, come, per esempio, quello al collo dell'utero. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Plos Pathogens.  L'accumulo di un enzima, UBC9, gioca un ruolo fondamentale nella formazione dei tumori. Questo meccanismo a forte effetto patologico, hanno evidenziato i ricercatori, è innescato proprio dal virus HPV nei tessuti precancerosi del collo dell'utero e del distretto testa-collo. 
E' fondamentale capire meglio il legame fra HPV e cancerogenesi. 
Istituto Europeo di Oncologia (IEO)
il i me
Plos Pathogens
Plos Pathogens


Da Lorenzin alla comunità scientifica tutti contro Report
"Diffondere paura propugnando tesi prive di fondamento e anti scientifiche è un atto di grave disinformazione", ha attaccato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, parlando di "un vaccino sicuro e di grande efficacia, a differenza di quanto è stato fatto affermare sulla tv pubblica, senza alcun contraddittorio". Per la ministra, "Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica instillando timore nei confronti di una pratica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da un cancro aggressivo e spesso mortale". 
Beatrice Lorenzin
"Diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile - ha rincarato la dose via facebook Roberto Burioni, ordinario di Microbiologia e Virologia Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Vita-Salute San Raffaele di Milano - è abusare in maniera perversa della libertà di opinione. E' come gridare 'c'è una bomba" in uno stadio affollato per vedere la gente che fuggendo calpesta i bambini. Diffondere la paura raccontando bugie è quello che ha fatto ieri sera la trasmissione di Rai3", dando spazio "a teorie prive di base scientifica". 
Roberto Burioni
ordinario di Microbiologia e Virologia Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Vita-Salute San Raffaele di Milano
Di "puntata piena di inesattezze" ha parlato anche Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanità: "Per ora non c'è alcuna evidenza scientifica che il vaccino contro il papilloma virus provochi eventi avversi. Non c'è dunque motivo di allarmare la popolazione. Ogni evento avverso che si verifica dopo una vaccinazione va registrato e verificato con molta cura, ma non è detto che ci sia un nesso causa-effetto". 
Gianni Rezza
direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanità
Più cauto il farmacologo Silvio Garattini, che pur sottolineando di essere "assolutamente favorevole ai vaccini", si è detto convinto che serva comunque "una farmacovigilanza più attenta, seria e attiva. Il vaccino che agisce contro il virus Hpv è efficace, però ancora non sappiamo quanto poi, effettivamente, il suo risultato finale lo sia. Per vedere se i tumori diminuiranno ci vorranno anni. Bisogna stare attenti e vedere bene gli effetti collaterali". 
farmacologo Silvio Garattini
Veementi le reazioni anche a livello politico
Il senatore del Pd, Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha annunciato la presentazione di una interrogazione urgente per "verificare la correttezza della trasmissione. E' inammissibile che il servizio pubblico tratti il tema dei vaccini senza poggiare su basi scientifiche con il rischio di provocare confusione e disincentivare l'uso di vaccini che sono veri e propri 'salvavita' comprovati. Ci sono in gioco vite e destini di milioni di persone". 
senatore del Pd, Francesco Verducci
vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai
Anche la senatrice pd Francesca Puglisi, prima firmataria di un ddl per rendere obbligatorie le vaccinazioni fin dalla scuola dell'obbligo, giudica "incredibile che il servizio pubblico ieri si sia unito alla campagna contro i vaccini ed in particolare quello contro l'Hpv, con una totale assenza di pluralismo scientifico. Spero che il dg Campo Dall'Orto e Raitre trovino il modo per riparare al danno fatto, magari concordando una campagna con il ministero della Sanita'". 
senatrice pd Francesca Puglisi
Grillo lancia su twitter #IoStoConReport
#IoStoConReport
Di tutt'altro avviso il leader M5S, Beppe Grillo che su twitter scrive: "L'informazione libera non si tocca #IoStoConReport". Sul suo blog i 5 Stelle scrivono: "Il Pd non è intoccabile. L'Unità non è intoccabile. Benigni non è intoccabile. L'Ema non è intoccabile. La libera informazione invece è intoccabile. Report non chiuderà a causa della censura di regime che contamina altri programmi RAI (come il TG1), il Pd impari a rispettare l'informazione indipendente". 
Di tutt'altro avviso il leader M5S, Beppe Grillo che su twitter scrive: 
Beppe Grillo


Viale Mazzini ha affidato a una nota la sua 'difesa' ufficiale 
La Rai, intanto, ha affidato a un comunicato la sua difesa ufficiale. "Rai è da sempre a supporto delle campagne vaccinali. I vaccini sono un fondamento della medicina moderna che non può essere messo in discussione. Proprio per questo, su temi così rilevanti, l'informazione del Servizio pubblico continuerà a sostenere la divulgazione scientifica. Proprio in queste settimane Rai sta lavorando ad una campagna che sensibilizzi ulteriormente l'opinione pubblica sull'importanza dei vaccini, non solo da un punto di vista individuale, ma anche da quello della responsabilità verso la società intera".
Rai è da sempre a supporto delle campagne vaccinali
non può essere messo in discussione
Servizio pubblico
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