Ddl: i commenti di Fenagifar, Adf e del sottosegretario al Mise

04/08/2017 00:30:45
A due giorni dal voto del Senato, il ddl concorrenza continua a far discutere dentro e fuori la professione. Merita la precedenza l’annuncio con cui l'Associazione nazionale dentisti italiani ha ipotizzato un eventuale ricorso al Tar contro il disegno di legge. «Anche se rimedia ad alcune storture delle versioni precedenti e pone limiti alle società commerciali» dichiara il presidente dell’Andi, Gianfranco Prada «il testo non risolve il problema fondamentale della tutela del valore costituzionale della salute e della tutela delle professioni protette e regolamentate, sancite dalla Costituzione. Proseguiremo dunque le nostre battaglie, supportate da forti pareri legali e giuridici, al fine di evitare che la professione venga esercitata da società non conformi alle norme e non registrate nell’elenco gestito dagli Ordini provinciali dei medici, con chiari rischi per la tutela dei pazienti e della loro salute».

Dal mondo della farmacia, invece, arrivano i commenti di Fenagifar e Adf. «Il ddl concorrenza approvato dal Senato» è la valutazione di Davide Petrosillo, presidente della Federazione giovani farmacisti «definisce un nuovo capitolo, in negativo, per la sanità italiana». C’è dunque «sconcerto e preoccupazione» per il provvedimento, perché «si favoriscono i grandi capitali e le multinazionali delle distribuzione mettendo in secondo piano la professionalità dei farmacisti nella governance delle società di farmacie». Ora, continua il comunicato «sarà necessario lavorare tutti insieme per dare forza e sostegno alle farmacie che vorranno rimanere indipendenti e innalzare sempre di più la qualità del servizio offerto».

Guarda invece con ottimismo «a questa nuova fase dell’assetto distributivo della filiera del farmaco» il presidente di Adf (Associazione distributori farmaceutici), Mauro Giombini (foto): «Le farmacie in catena, le farmacie indipendenti aggregate in reti così come le farmacie individuali, insomma tutte le farmacie nel loro insieme» scrive in una nota «saranno portate a sviluppare ancora maggior valore per il sistema salute, e aumenteranno il loro sforzo e la loro attenzione verso il paziente/cliente, grazie anche a sinergie, economie di scala e soprattutto allo sviluppo di sempre nuovi servizi, che peraltro già si vedono con chiarezza nelle evoluzioni già realizzate nel settore, affiancate da numerosi player della distribuzione intermedia». Per Giombini, in sostanza, «sembra davvero una grande opportunità da cogliere per il più classico dei risultati win-win, con in più un vincitore finale, che è proprio il paziente/cliente».

Stessi toni per le dichiarazioni con cui ieri il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonio Gentile, ha risposto ai commenti negativi espressi dalla professione dopo il voto del Senato. «La legge sulla concorrenza» spiega gentile alle agenzie stampa «metterà in moto un ciclo virtuoso di investimenti e innovazione anche nella distribuzione farmaceutica. Non capisco quindi perché alcuni rappresentanti della categoria, e i loro terminali politici, abbiano criticato il testo dopo la sua approvazione». Per il sottosegretario, in particolare, «agitare il rischio di nuovi monopoli è del tutto fuori luogo: rimane in vigore la normale disciplina Antitrust e restano validi tutti i poteri del Garante, dunque sicuro che la legge sulla concorrenza produrrà risultati positivi». (AS)

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