Bollini farmaci, l’Antitrust: su stampa il Poligrafico non ha esclusive di legge

07/12/2017 09:14:02
Non c’è nessuna norma di legge che riserva esplicitamente all’Istituto Poligrafico-Zecca dello Stato la produzione dei bollini destinati alla targatura delle confezioni farmaceutiche. Sarebbe dunque opportuno che il ministero delle Finanze fornisse «una corretta interpretazione» della legislazione vigente in materia di produzione di carte valori, così come sarebbe auspicabile che «il Parlamento introducesse quanto prima il nuovo sistema europeo di tracciatura del farmaco, senza attendere la scadenza del 2025». E’ quanto scrive l’Antitrust in una segnalazione inviato nei giorni scorsi a Governo e Camere sulla questione dell’esclusiva al Poligrafico di Stato per la produzione dei bollini farmaceutici.

L’intervento dell’authority nasce dalla segnalazione ricevuta da un’azienda alla quale il Poligrafico aveva rifiutato la fornitura di carta filigranata e numerazione progressiva per stampare i bollini in proprio. Il diniego, spiega l’Antitrust, sarebbe stato giustificato dall’istituto con «l’assetto ordinamentale vigente», che riserverebbe al Poligrafico la produzione in via esclusiva delle targhe adesive. L’Autorità garante, tuttavia, non condivide: «la pretesa riserva a favore dell’Istituto sulla produzione dei bollini farmaceutici» si legge nella segnalazione inviata a Governo e Parlamento «non trova alcun fondamento in una norma di rango primario».

L’unico provvedimento che fa da riferimento sulla materia è la legge 559/1966, che disciplina l’attività del Poligrafico e gli assegna produzione e stampa della carta valori (con la quale vengono prodotti i bollini). Il testo, osserva tuttavia il Garante, si presta a interpretazioni divergenti perché all’articolo 2 stabilisce che l’Istituto «può produrre e fornire le carte valori», mentre all’articolo 3 ammette che «in casi eccezionali può affidare a terzi l'esecuzione di determinate forniture», come se di default il Poligrafico godesse di un’esclusiva.

Di qui l’invito dell’Antitrust al ministero delle Finanze perché chiarisca il senso della norma, tenuto conto che «un’eventuale introduzione della riserva in materia di fornitura di bollini farmaceutici dovrebbe ritenersi non proporzionata rispetto al perseguimento dell’interesse pubblico» e ingiustificata rispetto a quel principio di proporzionalità richiesto dall’Europa per valutare ogni eventuale restrizione alla concorrenza.

Anche per questo, conclude l’Antitrust, il nostro Paese dovrebbe introdurre «quanto prima il nuovo sistema europeo di tracciatura del farmaco, senza attendere il termine ultimo fissato per l’Italia nel 2025»: il modello Ue, basato su codice Datamatrix, consente infatti di stampare «i dati identificativi del farmaco direttamente sulla confezione anziché attraverso il bollino, con una sensibile riduzione dei costi e delle problematiche collegate». Il Garante ha dato al ministero delle Finanze 30 giorni di tempo per rispondere.

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