Gorga (Omeoimprese): Milleproroghe occasione mancata, ma non desistiamo

17/02/2017 00:15:14
«Se la scadenza del 30 giugno non verrà rinviata di un anno, in Italia rimarranno non più di due-tremila preparati omeopatici, rispetto ai 10-12mila di oggi». Stime tendenti al pessimismo dal presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, dopo la bocciatura in Senato di tutti gli emendamenti al decreto Milleproroghe che spostavano al 30 giugno 2018 il termine per rinnovare la registrazione dei prodotti omeopatici in commercio dal ’95. Sopravvive soltanto un ordine del giorno (Mandelli), che impegna il Governo a valutare l'opportunità di una proroga della scadenza stante «la rilevanza e la complessità della procedura» gestita dall’Aifa. E al quale ora Omeoimprese affida le sue residue speranze.

Presidente Gorga, quanto consola l’approvazione dell’ordine del giorno?
Diciamo che così resta aperto un canale di confronto con il Governo e con il ministero della Salute, che resta l’ostacolo da superare. Ma è giusto dire che già nella Legge di bilancio, dove pure avevamo provato a presentare emendamenti dello stesso genere, alla fine era passato soltanto un ordine del giorno, dai medesimi contenuti. In sostanza, non abbiamo fatto grandi progressi.

Ci speravate, nel Milleproroghe?
Lo trovavamo il contenitore perfetto per un provvedimento come questo. E ci tengo a sottolineare che gli emendamenti favorevoli a un rinvio accomunavano tutte le forze politiche, nessuna esclusa. Continuiamo a non capire perché al momento Governo e ministero della Salute si oppongono al rinvio.

E ora che farete?
Come detto continueremo a cercare il dialogo con le istituzioni. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è stata presentata un’interrogazione che chiede al Ministero come intende agire in vista della scadenza di giugno. Di certo cresce la preoccupazione, senza rinvio rischiano di sparire dal mercato migliaia di prodotti e molte piccole aziende, con effetti a cascata non solo sui pazienti e sui medici ma anche sulle farmacie.

Siamo onesti, questo problema del rinnovo delle autorizzazioni per i preparati in commercio dal ’95 si trascina da una decina di anni, e di proroghe già ne avete avute. La stessa data del 30 giugno è il risultato di un rinvio della scadenza precedente, fissata al 31 dicembre 2015…
Rispondo con un riassunto delle puntate precedenti. La legge con cui l’Italia recepisce la direttiva che impone il rinnovo della registrazione dei preparati omeopatici in commercio dal ’95 risale al 2006; l’Aifa emana le risultanti linee guida nel 2010, ma per la loro impraticabilità vengono impugnate davanti al Tar da alcune aziende e dalla stessa Omeoimprese. Poco dopo, nel 2012, esce il decreto Balduzzi con le tariffe a carico delle industrie per le registrazioni, improponibili per un settore dal giro d’affari contenuto come il nostro. Altro ricorso di Omeoimprese, che vinciamo, e così nel 2013 ci sediamo con il ministero della Salute e concordiamo nuove regole, che vengono recepite nella Manovra per il 2015 assieme al rinvio fino al giugno 2016. Un rinvio doveroso perché viene riazzerato l’intero percorso. L’attuale, dunque, è la prima vera richiesta di proroga che arriva dal settore.

Va bene. Ma avete comunque avuto 18 mesi per preparare i dossier da inviare all’Aifa…
Meno di 18 mesi. La nuova determina dell’Agenzia con le indicazioni operative per le aziende, infatti, è stata pubblicata nel marzo 2015. Abbiamo impugnato anche quella davanti al Tar, stavolta però perdendo, ma le aziende comunque hanno cominciato a lavorare. Tant’è vero che i primi dossier sono arrivati all’Aifa dal maggio scorso. Resta però il fatto che, mentre procedevano, parecchie aziende hanno incontrato forti difficoltà e ritardi: ha inciso la novità assoluta del lavoro da mettere in campo, le specificità della nostra disciplina, nonché i costi, comunque elevati per molte aziende. Il rinvio serve per consentire a tutti di completare il lavoro, non per altro l’ordine del giorno impegna le aziende a versare comunque entro la scadenza di giugno un acconto sulle tariffe di registrazione che presenteranno all’Aifa.

Di che numeri stiamo parlando?
Attualmente i prodotti in commercio dal ’95 che si trovano sul mercato sono circa 10-12 mila. Le aziende intendono rinnovare l’autorizzazione per circa 6mila di questi, ma al momento sono stati presentati all’Aifa non più di 2-3mila dossier. Senza un rinvio, il mercato italiano rischia di ridursi a questi soltanto. (AS)

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