Milano, anche le farmacie nella Consulta per portare Ema in Italia

18/03/2017 08:37:12
Il 75% dei milanesi auspica l'insediamento dell'Agenzia europea per i medicinali nella capitale economica italiana e considera la città adatta ad ospitare le agenzie dell'Unione Europea, sia per il suo ruolo di centro economico dell'Italia (49%), sia per i buoni collegamenti con il resto d'Europa (41%). Per il 50% degli intervistati, inoltre, ciò consentirebbe un accrescimento del prestigio di Milano a livello internazionale, ma anche la creazione di nuovi posti di lavoro (45%), nonché, grazie all'indotto, un ritorno economico significativo (36%). E’ quanto riporta il sondaggio condotto da Swg e presentato ieri alla Triennale di Milano, nel corso del convegno promosso da Maurizio Bernardo, presidente della commissione Finanze della Camera, e Luigi Casero, viceministro dell'Economia, per fare il punto sulla candidatura del capoluogo lombardo quale sede delle agenzie Ue che dovranno traslocare da Londra. «L'idea» ha spiegato Bernardo «è quella di fare sistema con la società civile. Siamo convinti che Milano possa farcela e diventare un laboratorio europeo per progetti innovativi con cui raccogliere l’eredità della city londinese».

A fare sistema, in particolare, c’è la Consulta degli esperti, un comitato di 130 rappresentanti qualificati della società civile che nel corso del convegno milanese ha presentato le proposte con cui fare della città la capitale europea della finanza, per attrarre investimenti a 360 gradi: dai trasporti all'istruzione, passando per la sanità e l'incoming. «La Consulta» ha continuato Bernardo «è un'iniziativa che parte da me per coinvolgere i vertici delle categorie produttive e degli ordini professionali, vogliamo lavorare nell'interesse del Paese». «Questo» ha aggiunto Casero «è un progetto nazionale utile per il futuro del Paese, sul quale il Governo e la società civile stanno lavorando in maniera sinergica per superare le attuali debolezze. L'associazionismo è la grande forza dell'Italia e sarà determinante per raggiungere il nostro ambizioso obiettivo anche a livello internazionale».

Tra i componenti della Consulta la presidente di Federfarma Lombardia e della Federazione nazionale, Annarosa Racca, che ha assicurato al progetto la partecipazione delle farmacie e dei farmacisti. «Anche se nella quotidianità non ce ne accorgiamo» ha ricordato «le farmacie sono imprese con una forte vocazione alla tecnologia e all’informatizzazione. Possiamo sostenere la nuova dimensione internazionale di Milano così come, durante Expo 2015, abbiamo assicurato l’assistenza ai milioni di visitatori giunti da tutto il mondo». «Sarebbe davvero una grande occasione per il nostro Paese portare l'Agenzia per il farmaco da Londra a Milano» ha aggiunto Carlo Bonomi, vicepresidente di Assolombarda con delega al Credito, Finanza e Fisco «potremmo creare un modello con Parma, che ha l'Agenzia per l'alimentare, sul genere della Fda americana: oltre all'agenzia stessa e a coloro che lavorano, infatti, si spostano le aziende, arriva la convegnistica e anche dal punto di vista dell'indotto sarebbe una cosa importante».

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