Da Federanziani, Sunifar e Anpci “patto” per la farmacia sociale

21/11/2015 08:57:10
Coordinare azioni e interventi a tutela delle piccole comunità in vista dell’applicazione della legge Delrio, che impone l’accorpamento dei comuni con meno di cinquemila abitanti. E’ l’impegno sottoscritto ieri a Rimini da Sunifar, Federanziani e Anpci (Associazione nazionale piccoli comuni italiani) all’apertura del IV Congresso della Corte di giustizia popolare per il diritto alla salute, il forum di Federanziani che raduna ogni anno professioni sanitarie e politica per discutere di Ssn. Massiccia, in particolare, la partecipazione dei titolari di farmacia, giunti da tutta Italia per presenziare alla firma dell’accordo. «Con questa intesa» ha spiegato Roberto Messina, presidente della Federazione «si avvia un percorso comune per la tutela dei territori». L’obiettivo, in particolare, è quello di agire in modo concertato per prevenire letture impreviste della legge Delrio: «Siamo di fronte a una normativa ambigua che potrebbe scatenare scenari altrettanto ambigui. Resta ancora da capire, per esempio, quali ricadute avranno gli accorpamenti sulle Piante organiche. E non solo: un’applicazione “ottusa” della normativa potrebbe determinare “l’estinzione” delle farmacie rurali, perché c’è il rischio che rimangano soltanto comuni dai 5mila abitanti in su».

Le stesse preoccupazioni sono state espresse anche dalle altre sigle firmatarie. Per Franca Biglio, presidente dell’Anpci, «le piccole farmacie sono un servizio da preservare con ogni sforzo, dato che nelle comunità più lontane stanno già sparendo tutti gli altri servizi». D’accordo anche Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, e Roberto Messina, presidente di Federanziani, che ha lanciato grida di guerra: «Chi vuole la morte delle farmacie rurali, con l’accorpamento dei piccoli comuni o la liberalizzazione della fascia C, dovrà passare sul nostro corpo: nelle comunità più remote, la farmacia rurale è una presenza irrinunciabile». Ed ecco allora perché, da Rimini, il Sunifar “rimarchia” la ruralità per enfatizzarne il ruolo: «farmacia rurale è una definizione che non calza più e suggerisce significati imprecisi» dice a Filodiretto Orlandi «oggi è più giusto parlare di farmacie sociali, ognuna delle quali ha sottoscritto con la propria comunità e con il suo sindaco un patto imperniato sulla tutela della salute. Questo patto è ciò che Anpci, Federanziani e Sunifar intendono difendere con l’accordo firmato ieri».
Tra gli ospiti dei lavori congressuali di oggi, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. (AS)

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