IV Congresso Corte di giustizia, Federanziani rinnova partnership con farmacie

24/11/2015 00:32:58
Bisogna mettere fine alle disparità territoriali che caratterizzano la Sanità pubblica: tutti i cittadini devono essere uguali nelle cure, che abitino a Torino, Palermo, Napoli o Roma. E’ il grido di battaglia con cui Federanziani ha chiuso il IV Congresso nazionale della Corte di giustizia popolare per il Diritto alla salute, il meeting annuale della Federazione in programma a Rimini da venerdì a domenica. «Noi vogliamo avere le stesse cure e gli stessi farmaci in tutto il Paese» ha detto nel suo intervento finale il presidente di Federanziani, Roberto Messina «ed è per questo che sosteniamo la chiusura dei piccoli ospedali: meglio fare 20 chilometri in più e trovare un centro altamente qualificato piuttosto che avere sotto casa una struttura inefficiente». «Per garantire una sanità efficace in tutta Italia» ha aggiunto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in collegamento video da Roma «dobbiamo rimuovere tutte le disparità geografiche, perché è inaccettabile che ci siano territori penalizzanti rispetto ad altri. Le cose che non funzionano sono legate soprattutto all’esistenza di 21 sistemi diversi e su questo dobbiamo lavorare».

Ma nei tre giorni del Congresso si è anche parlato tanto di farmacia. Sabato, per esempio, si è dibattuto sull’aderenza alle terapie e sul ruolo che potrebbero ricoprire i presidi dalla croce verde: «Studi e ricerche internazionali» ha ricordato Achille Gallina Toschi, segretario di Federfarma Emilia Romagna, a Rimini in rappresentanza del sindacato «dimostrano che nel diabete accrescere l’aderenza alle cure dal 40 all’80% significa dimezzare il costo delle ospedalizzazioni». Per costruire un sistema di monitoraggio delle terapie che coinvolga specialisti ospedalieri, medici di famiglia e farmacie del territorio, ha però ricordato Roberto Venesia, segretario della Fimmg Piemonte, occorre mettere in rete tutti gli attori perché dati e informazioni possano girare velocemente. «E poi» ha continuato Gallina Toschi «vanno restituiti al territorio quei medicinali che oggi la distribuzione diretta sottrae al monitoraggio delle farmacie».

Presidi del territorio sotto i riflettori anche nel seminario dedicato alla dermatologia. «La cute fragile è uno dei problemi più diffusi nell’anziano» spiega a Filodiretto la presidente di Federfarma Cremona Rosanna Galli, anche lei all’incontro in rappresentanza del sindacato «soprattutto laddove associata a patologie quali l’incontinenza. Si è quindi posta particolare attenzione alla qualità dei prodotti, che dovrebbero essere erogati in regime di Ssn con gare che non cerchino soltanto il massimo ribasso, e si è chiesta la rimborsabilità di prodotti protettivi per la cute che proteggono e aiutano l’anziano». In questo scenario, la farmacia diventa così importante come fonte di consiglio e di orientamento: «E’ fondamentale» spiega Galli «che il farmacista accompagni la prescrizione del dermatologo con un’ulteriore assistenza, soprattutto quando a ritirare prodotti e forniture è la badante o un familiare».

Domenica, infine, si è tornati a parlare dell’accordo firmato venerdì da Federanziani (che dal Congresso di Rimini esce con un nuovo nome, Senior Italia), Sunifar e Anpci (Associazione nazionale piccoli comuni). «Con questo protocollo» ha detto Roberto Grubissa, segretario nazionale del Sunifar «promuoviamo una partnership che ha come obiettivo la difesa delle piccole comunità e dell’unico servizio che ancora resiste in questi luoghi, la farmacia rurale. Sulla quale in questi ultimi mesi sono in corso feroci attacchi, esterni al mondo della Sanità». «Da sempre» ha invece ricordato la presidente nazionale di Federfarma, Annarosa Racca «le farmacie sono al fianco dei pazienti e degli anziani in particolare, ora anche con un servizio di recapito domiciliare del farmaco sempre più apprezzato dalle famiglie». Anche per questo, da Federanziani-Senior Italia è giunto un nuovo no alla deregulation della fascia C: «Sarebbe la fine delle piccole farmacie» ha ricordato ancora il presidente Messina «che invece devono essere salvaguardate». (AS)

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