Usa, spesa sanitaria alle stelle per cure inappropriate. Giua (Sifac): “Farmacista italiano filtro selettivo tra farmaco e paziente”

04/04/2018 09:35:13
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Pharmacotherapy, dell'università della California di San Diego, negli Stati Uniti le morti e le malattie provocate da cure e terapie sbagliate, non rispettate o che provocano gravi effetti collaterali, ammontano a ben 528,4 miliardi di dollari l'anno, cioè pari al 16% delle spese sanitarie complessive del Paese. Situazione, questa, ben diversa dal nostro Paese.  

“Nonostante da tanto tempo si senta parlare di mancata aderenza terapeutica - dichiara a Filodiretto Corrado Giua, Presidente Società Italiana Farmacia Clinica - e sia sicuramente noto che si tratta di un fenomeno sempre in maggiore aumento, in Italia come nel resto del mondo, i numeri riportati dallo studio californiano lasciano comunque sgomenti. Oltre che per le esuberanti risorse che non vengono allocate nella maniera più razionale nella spesa sanitaria, il dato che mi lascia più perplesso è il crescente numero di ADR, casi di ospedalizzazione e malattie iatrogene causate non solo dalla mancata aderenza ma anche dall’inappropriatezza dell’utilizzo del farmaco”.  In definitiva, secondo Giua le drammatiche conseguenze dello scorretto uso del farmaco si ripercuotono sempre sul cittadino, non consapevole, spoglio di strumenti per capire il corretto uso del farmaco e per tanto parte lesa in partenza.  “Per fortuna - aggiunge - il Sistema Farmaceutico Italiano, a differenza di quello statunitense, è più garantista in quanto presenta un filtro selettivo tra farmaco e il paziente. Tale filtro è rappresentato dal farmacista e dal sistema regolatorio più restrittivo nei confronti della libera vendita in modalità self service. Al farmacista andrebbe dunque sempre più riconosciuta, sia da un punto di vista professionale che remunerativo, la figura di riferimento per promuovere il corretto utilizzo del farmaco, provvedere a una farmacovigilanza attiva e sostenere l’aderenza alla terapia”. 

I ricercatori, per i loro calcoli, hanno considerato il costo attuale di ogni possibile conseguenza e stimato il costo annuale totale di malattie e morti provocati da terapie mediche non impiegate bene: sono così arrivati alla cifra di 528 miliardi di dollari, e un costo medio individuale di circa 2.500 dollari, lasciando da parte i costi non medici, come trasporto, perdita di produttività o di infermieri e accompagnatori. L'ultimo calcolo del genere risaliva al 2008, ed era stato di 290 miliardi di dollari l'anno, cioé il 13% della spesa sanitaria Usa in quel momento. “Attraverso nuove competenze specialistiche in ambito clinico - conclude Giua - è possibile offrire al paziente nuove azioni e pratiche clinico-professionali volte a ottimizzare l’esito terapeutico e  minimizzare gli effetti avversi da farmaci”.

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