Ue, boom di farmaci come droga per lavoro o studio. Garattini: “Gravi conseguenze su sonno-veglia”

10/07/2018 09:23:35
Cresce l'uso di farmaci usati in modo improprio per potenziare l'attenzione, studiare o migliorare le prestazioni sul lavoro. In un sondaggio su decine di migliaia di persone in 15 nazioni nel mondo, il 14% ha dichiarato di aver utilizzato 'smart drug', o 'droghe intelligenti' almeno una volta nei 12 mesi precedenti nel 2017, rispetto al 5% del 2015, con una crescita del 9% in due anni. Picchi di crescita si registrano in Europa: 13% in Francia e il 18% in Gb. Lancia l'allarme uno studio pubblicato nell'International Journal of Drug Policy e ripreso da Nature online. Ad esser stato analizzato è l'uso di sostanze normalmente prescritte nel trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), così farmaci studiati per curare i disordini del sonno in chi fa turni notturni; ma anche stimolanti illegali come la cocaina.
A commentare il fenomeno è Silvio Garattini, già direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano e ora presidente del consiglio di amministrazione. “Sebbene in Italia non esista la possibilità di procurarsi farmaci per uso improprio, se non attraverso mercati illegali on line, è questo un fenomeno che va studiato e attenzionato. Già qualche anno fa, come Comitato nazionale di bioetica, avevamo lanciato l’allarme perché la possibilità di assumere certi tipi di farmaci per aumentare la produttività, mette la gente in situazioni di competitività non regolari. Ma la cosa più grave è che questi farmaci alterano il sonno-veglia. Non dimentichiamo che il sonno è molto importante sia per l’equilibrio psichico che per altri meccanismi. E’ durante il sonno, ad esempio, che vengono eliminati i ‘rifiuti’ che si accumulano nel nostro cervello con il tempo. Secondo uno studio di qualche giorno addietro, una notte senza sonno fa aumentare la betamiloide nel cervello, sostanza questa che ha a che fare con la malattia dell’Alzheimer. Per non parlare di tutti gli effetti collaterali dell’assunzione di un farmaco di cui non si ha bisogno. E’ giusto lanciare l’allarme e prendere posizione su questo fenomeno”. Garattini aggiunge, poi, che sull’efficacia di queste categorie di farmaci per l’aumento delle prestazioni lavorative non esistono studi scientificamente validati.
Tornando ai dati, negli Usa è stato riportato il più alto tasso di utilizzo: nel 2017 quasi il 30% degli intervistati ha dichiarato di aver usato smart drug almeno una volta nei precedenti 12 mesi, rispetto al 20% del 2015. Ma i maggiori aumenti sono stati in Europa: dal 2015 al 2017 l'uso in Francia è salito dal 3% al 16%, nel Regno Unito dal 5% al 23%, in Olanda dal 10% al 24%, in Irlanda dal 4% al 18%. Quasi la metà (48%) delle persone ha dichiarato di avere avuto questi farmaci attraverso gli amici; il 10% li ha acquistati da un rivenditore o su internet; il 6% li ha ottenuti da un membro della famiglia; e il 4% ha dichiarato di avere le proprie ricette.

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