Garante Privacy: nel 2017 multe per 4 milioni. Stabile: “FarmaPrivacy vuole scongiurare situazioni di questo tipo”

11/07/2018 09:21:39
Dallo scandalo Cambridge Analytica ai rischi della Rete e il cyberbullismo, fino alla sicurezza cibernetica, ai Big Data, l'uso delle tecnologie digitali nel mondo del lavoro e alla trasparenza della PA on line e le garanzie da assicurare ai cittadini e le fake news. Sono solo alcuni dei principali campi di intervento del Garante per la privacy nel 2017. Un bilancio delle attività è stato presentato ieri alla Camera dall'Autorità che, ne 2017, ha fornito riscontro a circa 6.000 quesiti, reclami e segnalazioni con specifico riferimento ai seguenti settori: marketing telefonico (in costante aumento); credito al consumo; videosorveglianza; concessionari di pubblico servizio; recupero crediti; settore bancario e finanziario; assicurazioni; lavoro; giornalismo; enti locali; sanità e servizi di assistenza sociale. “FarmaPrivacy - spiega Nicola Stabile, presidente di Promofarma - va proprio nella direzione di diminuire per quanto possibile questi tipi di contestazioni, perché nel momento in cui il Gdpr e quindi FarmaPrivacy dà il bollino verde alla farmacia grazie anche a quello che è il codice di condotta che viene elaborato tra Federfarma e il Garante della privacy, i rischi di sanzioni sono di fatto minimizzati”.
I ricorsi sono stati 276, riguardanti soprattutto editori (anche televisivi); banche e società finanziari; P.A. e concessionari di pubblici servizi; datori di lavoro pubblici e privati; fornitori telefonici e telematici; marketing. I pareri resi dal Collegio al Governo e al Parlamento sono stati 19 ed hanno riguardato, in larga parte, l'attività di polizia e sicurezza nazionale, i dati sanitari, l'informatizzazione delle banche dati della P.A., il fisco. Le comunicazioni di notizie di reato all'autorità giudiziaria sono state 41, in particolare per mancata adozione di misure minime di sicurezza a protezione dei dati e trattamento illecito. Le violazioni amministrative contestate nel 2017 sono state 589, in larghissima parte concernenti il trattamento di dati senza consenso, la diffusione di dati su internet da parte della P.A., il telemarketing, seguite dall'omessa o inadeguata informativa agli utenti sul trattamento dei loro dati personali, dalla mancata adozione di misure di sicurezza e dall'omessa esibizione di documenti al Garante.

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