Federfarma audita su Ddl legittima difesa, Cossolo: “Farmacie prese di mira, serve certezza della pena”

12/09/2018 10:15:38
C’è stata ieri l’audizione di Federfarma in commissione Giustizia del Senato sul Ddl in materia di legittima difesa. “Abbiamo rappresentato – ha spiegato il presidente di Federfarma Marco Cossolo - al presidente della Commissione e ai membri presenti, l’assedio che vivono le farmacie ogni giorno, prese di mira da malviventi che le considerano dei veri e propri bancomat”.

All’incontro hanno partecipato, oltre Cossolo, il vice presidente di Federfarma e presidente di Federfarma Roma Vittorio Contarina e il tesoriere dell’associazione Roberto Tobia.

“Abbiamo voluto anche sottolineare che proprio grazie alle ultime misure messe in atto, il fenomeno delle rapine è leggermente diminuito. Una fra tutte, il Protocollo d’intesa sottoscritto prima nel 2010, poi nel 2014 e 2016 con il ministero dell’Interno - prosegue Cossolo - che ha educato il farmacista nell’adottare una serie di accorgimenti che devono servire come dissuasori per i malviventi. Avere meno denaro contante in cassa, ad esempio, togliendo l’incasso di volta in volta o istallare il sistema di videosorveglianza che in caso di rapina collega la farmacia direttamente con il commissariato, sono due misure assolutamente necessarie. Ricordo che a Roma sono 250 le farmacie che hanno adottato questo meccanismo di collegamento con le Forze dell’Ordine”.

Ma durante l’audizione, si è parlato anche di certezza della pena. “Abbiamo spiegato – continua Cossolo – che non può succedere che il rapinatore torni in libertà dopo qualche giorno perché così facendo si dà un’idea di impunità al malvivente e di insicurezza al farmacista. Non possiamo incitare i colleghi alla difesa personale, ma nemmeno possiamo biasimare chi lo fa. E’ chiaro che la farmacia è un luogo dove è meglio non reagire perché ci sono persone fragili, donne con bambini, anziani ma è altrettanto vero che bisogna allentare le maglie che regolano la legittima difesa”.

“Altra cosa che abbiamo accolto con favore – conclude Cossolo - è che nel Disegno di legge sulla legittima difesa sul luogo di lavoro, è stato previsto un inasprimento della pena se l’atto avviene nei confronti di sanitari nell’esercizio della loro professione e tra questi c’è il farmacista”. (Rossella Gemma)

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