Ricetta bianca per farmaci in distribuzione diretta, la sentenza del Cds riporta a galla la questione

10/10/2018 09:44:54
Per il Consiglio di Stato non è regolare prescrivere i farmaci in distribuzione diretta con la ricetta bianca o comunque con una contabilità separata che non garantisce di tracciarne i flussi. Tuttavia, se non ci sono documenti scritti di regione o Ausl che impongano l'iter, non si possono annullare; bisogna piuttosto vedere se i medici usino la ricetta bianca per proprio vantaggio e in tal senso perseguirli.

La decisione è arrivata con la sentenza dello scorso 29 settembre in seguito al ricorso presentato da Federfarma Parma in cui si chiedeva di accertare se vi fosse un atto dell'Asl che orientasse i medici a dirottare i pazienti sui dispensari pubblici a scapito delle farmacie del territorio per i farmaci in dd. Il primo ricorso, avanzato davanti al Tar nel 2013, aveva rigettato la richiesta così come il Consiglio di Stato che ha però motivato con ragioni diverse.

Per Alessandro Merli, presidente di Federfarma Parma, non resta che approfondire bene la decisione del Cds per poter poi scegliere una strada in merito. “La cosa certa – dice – è che questa prassi va a danno delle farmacie e avviene senza alcuna tracciabilità di spesa. Adesso, valuteremo con Federfarma Emilia Romagna come procedere in questo senso visto che la sentenza non ci dà ragione ma neanche torto. Tanto che ognuno ha pagato le proprie spese legali”.
Ed è anche il presidente di Federfarma Emilia Romagna, Achille Gallina Toschi a ribadire che “è una vittoria a metà”. “Stiamo preparando una lettera per i medici in cui chiediamo di convenire su una revisione di questa consuetudine”. 

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