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Cossolo, le sfide della farmacia per il nuovo anno

09/01/2018 09:27:13
Nuova tariffa, agevolazioni per le rurali, finanziamento alla ‘Farmacia dei servizi’, ‘Rete delle reti’ e tavolo per una nuova Convenzione. Il presidente di Federfarma Marco Cossolo, nella prima intervista del nuovo anno su Filodiretto, fa il punto sui risultati raggiunti e traccia la rotta per il 2018. “Questi non sono traguardi, ma punti di partenza - precisa - di un cammino che è stato così proficuo perché fatto insieme a più attori. Bisognerà continuare così, tenendo sempre a mente che la farmacia è patrimonio di tutti”.  

Presidente, siete soddisfatti dei risultati raggiunti nell’anno appena lasciatoci alle spalle?
I risultati che sono stati raggiunti, e non spetta a me dirlo, sono quelli che tutti possono vedere perché molto evidenti: prima di tutto l’ottenimento della nuova Tariffa nazionale dei medicinali e i nuovi diritti addizionali per servizio notturno e diurno che, al di là delle polemiche, è stato un risultato storico. Il fatto stesso che scateni delle polemiche, vuol dire che è un traguardo significativo. Poi, abbiamo risolto il problema dell’ossigeno per il quale i farmacisti pagavano l’affitto delle bombole. Una circolare ministeriale, invece, ha sancito che alle farmacie non è chiesto nulla se non il prezzo dell’ossigeno, appunto, che è onnicomprensivo.

E poi?
Poi, c’è tutta la questione dell’innalzamento dei tetti per le rurali che erano fermi da circa 20 anni. Grazie a un emendamento promosso dai senatori Mandelli e D’Ambrosio Lettieri, poi firmato da una nutrita pattuglia di parlamentari, i tetti di fatturato fissati dalla 662/96 per l’accesso allo sconto ridotto dell’1,5% e alle fasce di sconto agevolate vengono finalmente adeguati (da 750 milioni di lire a 450mila euro e da 500 milioni a 300mila euro) allargando così la platea delle farmacie beneficiarie. Ma il risultato più importante è stato il finanziamento alla Farmacia dei servizi con 36 milioni di euro in tre anni che coinvolgerà 9 regioni nella sperimentazione. Per la prima volta, insomma, la Farmacia dei servizi ha le gambe nel senso che si parla di soldi e non di teoria.

Come è stata possibile questa accelerazione sugli obiettivi?
Premesso che a me piace definirli punti di partenza e non di arrivo, è stato possibile farlo grazie ad un cambio di metodo e cioè si è ragionato con tutti i componenti della filiera e con le organizzazioni di categoria. In primis con Fofi, ma anche con Utifar, Assofarm e altre, per capire quali fossero i punti di interesse comuni così che le istanze proposte potessero essere portate avanti da più parti. Il fatto di lavorare insieme ha premiato. Così come ha premiato, ribadire e affermare il concetto che ruota attorno alla Farmacia dei servizi, e cioè che la farmacia è a servizio di tutti ed è patrimonio di tutti. Può esserci chi, ideologicamente, la pensa diversamente ma poco importa. La nostra linea è che la farmacia è patrimonio dei cittadini e quindi tutte le forze politiche devono averne contezza di questo patrimonio e, se non lo capiscono, è colpa nostra che non glielo spieghiamo abbastanza bene.

Anche la nuova Convenzione è quasi alle porte?
Sì, certo. Altro elemento importante è che abbiamo aperto il tavolo della Convenzione, fermo anche questo da anni. Bisogna che si parta dall’emendamento sulla Farmacia dei servizi per arrivare alla nuova Convenzione più velocemente possibile e ponendosi 3 obiettivi: una omogeneizzazione per quanto possibile della dpc sul territorio nazionale sia in termini di principi attivi che di remunerazione pur tenendo conto delle differenze territoriali; revisione della remunerazione della convenzionata dando un peso maggiore all’atto professionale della dispensazione. Penso, ad esempio, ad una quota fissa slegata dal valore del farmaco. Terzo elemento, tutto il discorso della Farmacia dei servizi con quello che porta con sé, cioè aderenza alla terapia e prevenzione. Bisogna, in primis, che nell’attuazione del ‘Piano per la cronicità’ le farmacie siano sempre coinvolte avendo un ruolo centrale.

Proprio in tema di prevenzione, vi siete spesi molto su quella del diabete…
Sì, proprio lo scorso novembre abbiamo potuto riscontrare oltre 4 mila casi di diabete non diagnosticato e quasi 19 mila casi di prediabete, grazie ai dati raccolti durante la campagna DiaDay, il primo screening nazionale del diabete, eseguito gratuitamente in oltre 5.600 farmacie distribuite in tutto il territorio nazionale dal 14 al 24 novembre. La campagna è stata realizzata da Federfarma in collaborazione con Aild (Associazione italiana Lions per il diabete) e Sid (Società italiana di diabetologia) ed ha il patrocinio di Fofi, Intergruppo parlamentare Qualità di vita e diabete, Fenagifar (Federazione nazionale associazioni giovani farmacisti) e And (Associazione medici diabetologi). Sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti: nell’arco di soli 11 giorni sono state monitorate oltre 160mila persone.

A che punto è, invece, la Rete delle reti?
E’ stata completata l’analisi di scenario, entro fine mese confidiamo di avere i risultati dello studio che abbiamo affidato alla Focus Management e si passerà alla fase due cioè, la predisposizione di un modello per omogeneizzare le rete di farmacie indipendenti che ci sono sul territorio. Stiamo rispettando i tempi, penso che alla prima assemblea utile presenteremo i passi dello studio.

Per i prossimi passi di Federfarma, la preoccupa uno scenario politico instabile con le politiche in primavera?
Resto fiducioso che la forza del dialogo e della ragione, qualsiasi sia lo scenario politico che si andrà a delineare, ribadisca l’importanza delle farmacie e ne agevoli sempre il suo ruolo sul territorio che ne fa, da sempre, uno dei presidi più prossimi al cittadino. Come ho già detto, l’interesse comune deve prevalere sugli schieramenti politici.

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