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Dal Ministero giro di vite su requisiti e dotazioni dei distributori

13/01/2016 00:54:28
Le disposizioni del d.lgs 219/2006 escludono che più società autorizzate alla distribuzione intermedia del farmaco possano condividere tra loro locali, attrezzatura, personale e «dotazioni minime» di magazzino. Lo precisa il ministero della Salute nel parere espresso il 30 dicembre in risposta a un quesito posto un mese prima da Federfarma Servizi. A spingere l’associazione di categoria a rivolgersi al dicastero, i crescenti casi di grossisti che mettono i propri depositi in comune con piccole società distributrici, quasi sempre orientate al parallel trade.

Categorica la risposta del Ministero: il tenore degli articoli 101 (sui requisiti da soddisfare per ottenere l’autorizzazione alla distribuzione intermedia) e 105 (sulle dotazioni minime da assicurare) della 219/2006 «portano a escludere che due distributori in possesso di due distinte autorizzazioni possano condividere locali, personale (a partire dal Responsabile, ndr) e farmaci», al fine di «raggiungere le dotazioni minime richieste». Lo scopo perseguito dai due articoli, infatti, è quello di «garantire che la rete distributiva sia adeguata e sufficiente rispetto alle necessità del servizio farmaceutico».

Come si ricorderà, non è la prima volta che il ministero della Salute richiama con decisione il rispetto delle norme che riguardano la logistica del farmaco. Nell’ottobre scorso, in risposta a un altro quesito sollevato dall’Asl di Mantova, il dicastero aveva ricordato che il titolare fornito di autorizzazione per la vendita all’ingrosso di farmaci non può ridistribuire nella filiera medicinali acquistati «con il codice univoco della farmacia» e destinati quindi alla dispensazione al pubblico.

L’intervento del Ministero era stato accolto con favore da Federfarma, perché confermava quella “tolleranza zero” che da sempre la Federazione invoca nei confronti di chi fa distribuzione in apparenza ma in realtà pratica export parallelo, alimentando carenze e irreperibilità. Non a caso, più volte il sindacato si è rivolto a Regioni e Nas per chiedere ispezioni e verifiche severe nei confronti degli operatori. Lo stesso farà nei prossimi giorni Federfarma Servizi sulla scorta dell’ultimo parere del dicastero. (AS)

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