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Scaccabarozzi: nodo è ospedaliera, non territoriale

13/02/2016 05:55:33
L'Italia è il secondo Paese Ue per produzione farmaceutica dopo la Germania e vuole diventare il primo, ma per farlo c’è bisogno di una nuova governance della spesa. Non quella territoriale, dove il tetto tiene e «quindi ci auguriamo che non venga toccato», ma la spesa ospedaliera, dove non si può più ragionare per compartimenti stagni. E’ quanto ha detto il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, intervenendo ieri a Milano alla presentazione del report di Prometeia sulla produzione conto terzi – o Cdmo (Contract development and manufacturing organization) – del comparto farmaceutico. Tra il 2010 e il 2015, dice la ricerca, il valore della produzione assicurata dalle imprese italiane del Pharma è cresciuto del 24%, quello delle esportazioni del 34%. E se nell’ultimo anno l’industria nazionale fa registrare globalmente una crescita del fatturato attorno al 2,5%, la farmaceutica mette a segno una crescita di circa il 6%, tanto sul mercato interno quanto sull’estero. Fa meglio soltanto il settore auto e moto, che nel 2015 sale del 9% circa nell’export e del 33% negli acquisti interni.

Ed ecco allora la riflessione di Scaccabarozzi: «L'Italia può e deve diventare un hub europeo» ha detto «ma c’è bisogno di un nuovo governo del farmaco che renda il sistema attrattivo per gli investimenti». Il discorso, ha però avvertito il presidente di Farmindustria, non riguarda la spesa farmaceutica territoriale, dove non ci sono «problemi», ma la spesa farmaceutica ospedaliera: «La maggior parte degli innovativi in arrivo sono di utilizzo ospedaliero e qui il farmaco non può più essere trattato come una voce di spesa a se stante, rappresenta un tassello della cura ospedaliera e dell'approccio terapeutico integrato».

Considerazioni che forse non giungono a caso: sulle stesse ipotesi, infatti, starebbe ragionando anche il tavolo sulla Governance farmaceutica, composto dai ministeri di Salute ed Economia, dall’Aifa e dalle Regioni; a parte l’urgenza del payback (va rimesso in moto il ripiano del 2013 dopo le bocciature del Tar Lazio, per recuperare quanto dovuto dalle imprese) nel gruppo si sono avviate riflessioni su un nuovo sistema di finanziamento dell’ospedaliera basato su diversi budget di drg, che per ogni patologia o gruppo di patologie coprirebbero indistintamente sia le prestazioni (esami, ricoveri eccetera) sia i farmaci erogati. E senza toccare la spesa territoriale. Il lavoro tuttavia sarebbe soltanto all’inizio e arriverebbe a una proposta compiuta nel giro di un paio di anni almeno. (AS)

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