“La sanità non è una voce di spesa inefficiente, ma può essere un volano per l’economia. La spending review in sanità è iniziata da tempo, l’obiettivo è una razionalizzazione e riqualificazione della spesa. Le misure in materia di prezzi di riferimento per beni e servizi avranno effetto dal 2013, serve però una riduzione di spesa già nel 2012.” Questi i concetti base espressi dal Ministro della salute Renato Balduzzi, intervenuto alla presentazione dell’VIII rapporto CEIS sulla sanità.
Lo studio è stato presentato questa mattina a Roma, presso l’Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, da Federico Spandonaro, docente di economia sanitaria all’Università di Roma Tor Vergata e coordinatore del rapporto. Spandonaro ha sottolineato come in un momento di crisi sia necessario compiere scelte difficili, ma come tali scelte debbano essere condivise e basate su dati scientifici e non su “evidenze aneddotiche”. Non è vero che la sanità costa troppo, non è vero che la spesa è fuori controllo, in particolare la farmaceutica è tra le più basse in Europa – ha detto Spandonaro – è vero invece che si spende male.
Giacomo Milillo, segretario FIMMG, ha auspicato una condivisione delle scelte e un coordinamento delle politiche regionali. Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, ha evidenziato come il contributo richiesto al settore sia sproporzionato rispetto all’incidenza della spesa farmaceutica sul totale e ha chiesto al Governo di trovare un giusto equilibrio nel varare le misure di contenimento e ripiano della spesa. Annarosa Racca, presidente di Federfarma, ha ricordato come la spesa farmaceutica convenzionata sia una voce virtuosa all’interno della sanità e come ulteriori tagli rischino di far saltare il sistema. Le farmacie hanno già dato un contributo rilevante al contenimento della spesa (pari a 4 miliardi negli ultimi 5 anni, che salgono a 7 negli ultimi 10): il calo della spesa, il parallelo aumento del numero delle confezioni erogate, la prossima apertura di 5000 nuove farmacie mettono a rischio il servizio. È necessario un nuovo meccanismo di remunerazione per garantire la sostenibilità del sistema e un rilancio della farmacia come strumento per favorire il corretto utilizzo delle risorse.
Numerosi gli esponenti delle Regioni e del Parlamento intervenuti al convegno. L’assessore alla sanità della Sicilia Massimo Russo ha stigmatizzato la mancanza di una politica sanitaria nazionale, mentre quello della Basilicata Attilio Martorano ha criticato il blocco del riparto del Fondo sanitario nazionale, con la conseguente impossibilità per le Regioni di programmare la propria attività. Il Presidente della Commissione Affari sociali della Camera Giuseppe Palumbo (PDL) ha espresso forti dubbi sul federalismo in sanità, la deputata del PD Luciana Pedoto ha sottolineato come nel settore sanitario non si registrino inefficienze tali da giustificare pesanti tagli al sistema, il Presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato Antonio Tomassini (PDL) ha stigmatizzato l’utilizzo della sanità per tappare i buchi dell’economia, il Presidente della Commissione di inchiesta sul SSN Ignazio Marino (PD) ha auspicato interventi di razionalizzazione sul fronte delle differenze dei prezzi di acquisto di beni e servizi da parte delle ASL e dei ricoveri inappropriati.