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Pani (Aifa): la farmacia di domani parta dalle quattro “C”

14/05/2013 22:18:29
Quale ruolo può assumere la farmacia all’interno del SSN nell’attuale contesto economico e normativo? Interessanti spunti di riflessione per rispondere a queste domande sono venute dall’incontro organizzato ieri a Roma dall’Altems, l’Alta Scuola di Economia e Management dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Diretta da Americo Cicchetti, docente di organizzazione aziendale alla Facoltà di economia della Cattolica, la Scuola ha affidato a Luca Pani, direttore generale dell’Aifa, il compito di effettuare una lectio magistralis sul nuovo ruolo della farmacia e ha chiamato a commentarla i rappresentanti delle varie organizzazioni del settore farmaceutico.
Pani ha evidenziato le quattro “C” che caratterizzano l’attuale situazione: crisi, coraggio, complessità e cambiamento. Da qui bisogna partire per affrontare un contesto che vede la spesa farmaceutica territoriale pienamente sotto controllo a differenza di quanto avviene per la farmaceutica ospedaliera, dove confluiscono i medicinali innovativi ad alto costo. Per far fronte a tale situazione, secondo Pani, la farmacia deve impegnarsi per favorire l’aderenza terapeutica, attivarsi per ottimizzare l’impatto delle terapie sui pazienti, anche favorendo l’assunzione di corretti stili di vita, potenziare il collegamento con la medicina generale e con i servizi sanitari territoriali, impegnarsi sulla farmacovigilanza (dove comunque le farmacie stanno lavorando bene) e sull’informazione su equivalenti e biosimilari.
Fin qui il parere della massima autorità italiana in materia di farmaci. Ma i farmacisti come vedono la questione? Alfredo Orlandi, vicepresidente di Federfarma e presidente del Sunifar, ha sottolineato che le farmacie sono attrezzate e pronte per garantire l’innovazione. Da anni, grazie alla completa informatizzazione, forniscono tutti i dati sui farmaci erogati. Le farmacie sono anche pronte a partire con la ricetta elettronica e a fornire nuovi servizi, ma il primo servizio che le farmacie devono poter erogare è la dispensazione del farmaco. La farmacia è nata per questo e deve essere messa in condizione di svolgere al meglio tale attività: questo significa nuova remunerazione e ritorno in farmacia dei medicinali oggi distribuiti dalle Asl.
Laura Fabrizio, presidente della Sifo, ha sottolineato che il farmacista ospedaliero deve svolgere un’attività prevalentemente clinica, basata sul dialogo con i medici dei reparti e con gli amministratori e rivolta al trattamento delle acuzie. La cronicità deve essere trattata dalle farmacie del territorio. Farmacisti ospedalieri e farmacisti convenzionati devono operare in sinergia per migliorare i risultati terapeutici a favore dei pazienti, ha detto Fabrizio, trovando il pieno consenso di Orlandi sulla necessità di una collaborazione finora spesso mancata. Più che sui farmaci – ha proseguito la rappresentante Sifo – è necessario intervenire sui dispositivi medici, dove esistono grandi margini di razionalizzazione e da dove possono venire risorse anche per potenziare l’assistenza farmaceutica territoriale. (PB)

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