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Decreto appropriatezza, intesa per correzioni con medici e Regioni

16/02/2016 00:56:30
Non è scritto sulla pietra il decreto ministeriale “taglia-esami” che dal 20 gennaio ha impartito un giro di vite alla prescrizione di 203 prestazioni, ad alto rischio di inappropriatezza. Anzi: un tavolo tecnico composto da ministero della Salute, Regioni e Ordine dei medici (che potrà avvalersi delle società scientifiche) ne valuteranno i contenuti per eventuali semplificazioni e, nel caso, riformulazioni dei criteri di appropriatezza ed erogabilità dettati dal provvedimento. E’ quanto prevede l’accordo raggiunto venerdì scorso al Ministero dopo due settimane di proteste e polemiche. Un’intesa che dà un colpo al cerchio e uno alla botte, perché da un lato i partecipanti concordano sulla correttezza dell’obiettivo che il decreto persegue, cioè assicurare la massima appropriatezza di tutte le prestazioni sanitarie erogate dal Ssn. E dall’altro sottoscrivono il doppio impegno di coinvolgere i medici nella correzione delle eventuali criticità emerse nell’applicazione del testo e nella stesura di una circolare esplicativa, per garantire l’applicazione omogenea delle disposizioni.

«Abbiamo convocato questa riunione per analizzare le criticità segnalate dai medici o di cui abbiamo letto» ha detto il ministro Lorenzin al termine dell'incontro «abbiamo visto che c’erano problemi concreti, rimuoveremo tutti gli ostacoli operativi per l’applicazione». Intanto, ha promesso il dicastero, non ci saranno sanzioni ai medici e per informare adeguatamente i pazienti si affiggeranno manifesti negli ambulatori. Nei quali, tra le altre cose, si chiarirà che il decreto non obbligherà gli assistiti a pagare «super ticket».

Il clima tra medici e Ministero, però, non si è ancora rasserenato. Le maggiori insoddisfazioni, in particolare, sembrano giungere dai medici di famiglia, quelli più coinvolti dal provvedimento. In una lettera inviata ieri Angelo Testa, presidente dello Snami (il secondo sindacato di categoria per rappresentatività), ha invitato Lorenzin ha ritirare il decreto o a dimettersi. La Fimmg (la prima sigla della medicina di famiglia), al termine di una riunione del Consiglio nazionale, ha approvato una mozione che definisce «ancora lontane» le posizioni di medici, Governo e Regioni. E a marzo si profila il secondo sciopero dei medici. (AS)

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