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Contraffazione: a primavera campagna di educazione

19/02/2016 00:34:19
Cambia nome, da Impact Italia a Task force nazionale antifalsificazioni, il gruppo di lavoro che dal 2007 coordina gli interventi di uffici e forze pubbliche per la lotta al contrabbando e alla contraffazione dei farmaci. Il battesimo è stato ufficializzato la settimana scorsa in una riunione all’Aifa, presenti non solo le istituzioni che partecipano alla Task force (Agenzia del farmaco, ministeri del Lavoro e della Salute, Istituto superiore di Sanità, Nas, Agenzia delle dogane) ma anche le sigle della filiera farmaceutica (tra le quali Federfarma, rappresentata dalla presidente nazionale, Annarosa Racca) e le associazioni dei cittadini. Con le quali, ed è forse questa la vera notizia, il gruppo di lavoro intende avviare una collaborazione non più saltuaria ma continuativa. Lo spiega a Filodiretto Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio qualità dei prodotti e contraffazione dell’Aifa.

Direttore, che cosa cambia con la riorganizzazione?
Innanzitutto, vengono sistematizzate le attività che già venivano condotte sotto l’egida di Impact Italia: ispezioni e verifiche sulle buone pratiche, tracciatura dei farmaci, cooperazione con i vari enti coinvolti nella vigilanza. Dall’altro, vogliamo approfittare dell’occasione per stabilizzare la collaborazione che già avevamo con la filiera farmaceutica e le organizzazioni dei cittadini. Finora si trattava di contatti motivati dalla contingenza, ora vogliamo avviare una vera e propria sinergia tra pubblico e privato soprattutto in chiave prevenzione.

E cioè?
In Italia, falsificazione e contrabbando dei farmaci prosperano quasi esclusivamente grazie ai cosiddetti canali illegali: web, sexy-shop, beauty center, palestre. E’ evidente però che c’è un mercato perché c’è una domanda, che si può contrastare soltanto insistendo sui pericoli connessi all’acquisto illegale di medicinali e prodotti salutistici. In altre parole, è fondamentale puntare su informazione ed educazione, anche perché le indagini condotte in questi anni da Fakeshare (il progetto europeo di cooperazione e intelligence per il contrasto al contrabbando online, ndr) dicono che la maggior parte degli acquirenti è consapevole del fatto che sta commettendo un’illegalità, ma accetta il rischio sottovalutandone i pericoli.

E il canale tradizionale delle farmacie?
A parte qualche eccezione fisiologica, come l’episodio di cronaca campana di un paio di giorni fa, la farmacia si è dimostrata un circuito praticamente impenetrabile per i contrabbandieri, grazie innanzitutto ai controlli e al sistema di tracciabilità del farmaco.

Parliamo di carenze nella filiera…
Non è tema istituzionale della Task force, ma l’attività di vigilanza che conduciamo ci ha consentito di maturare una buona esperienza sul tema. Oggi, grazie anche alle indagini avviate sul territorio dai Nas per contrastare le cattive pratiche distributive, il fenomeno si è considerevolmente ridotto di dimensioni. Resta una sovraesposizione da distorsione mediatica, soprattutto a livello locale, ma possiamo dire che ormai le carenze vere, quelle registrate e monitorate dall’Aifa, riguardano una trentina di prodotti.

Torniamo al problema dell’informazione. Come pensate di coinvolgere operatori e cittadini?
A primavera partiremo con una campagna nazionale di prevenzione sotto l’egida di Fakeshare. Vorremmo integrare nella comunicazione i loghi delle associazioni coinvolte, ma vorremmo da loro anche contributi originali: una campagna integrata e sostenuta da iniziative delle farmacie e delle associazioni dei cittadini moltiplicherebbe i contatti e l’efficacia dei messaggi. (AS)

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