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Decreto Irpef, Lorenzin si ripete: niente tagli per la Sanità

19/04/2014 00:28:18
Non sono previsti tagli né al Fondo sanitario né alla spesa farmaceutica. «Se qualcuno li trova, gli pago da bere». E’ la battuta con cui Matteo Renzi ha canzonato i giornalisti all’uscita del Consiglio dei ministri che ieri pomeriggio ha dato luce verde al decreto sul bonus Irpef: al contrario di quanto anticipato dalla stampa nei giorni scorsi, le coperture per gli sgravi non verranno cercate in Sanità. Non perché all’Economia non ci avessero pensato, ma perché ancora una volta, tra il dire e il fare si è messa di mezzo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Pronta a battagliare sui provvedimenti del decreto già da ieri mattina: «Non ci penso proprio a dimettermi» per i tagli previsti nella bozza del decreto, aveva detto a Radio 24, «semmai combatterò per spiegare che il Ssn ha bisogno di investimenti». E non c’è voluta neanche tanta fatica, visto che già prima di entrare in Consiglio dei ministri, verso le 15.30, Renzi “twittava”: «"Non ci sono tagli alla sanità. Non ci sono tagli agli stipendi degli insegnanti. Non ci sono tagli lineari».
E così è. Come ha spiegato lo stesso premier nella conferenza stampa organizzata per presentare il decreto, le coperture arriveranno da risparmi sulla pubblica amministrazione (200 milioni dai ministeri e 100 dalle province), dalla standardizzazione della spesa regionale per beni e servizi (2,1 miliardi), dall’abolizione delle agevolazioni postali per i partiti in campagna elettorale e dalla cessione di alcuni “asset”.
Commenti rasserenati dalle sigle della filiera farmaceutica. In una nota, Federfarma «esprime soddisfazione perché il Consiglio dei Ministri ha compreso le esigenze del servizio farmaceutico e ha evitato di intervenire su un settore già duramente provato». Al ministro Lorenzin, osserva la presidente Annarosa Racca, «vanno i ringraziamenti delle farmacie per aver difeso la sostenibilità del sistema. Ribadiamo la disponibilità a contribuire fattivamente al potenziamento dell’assistenza sanitaria sul territorio come base per la deospedalizzazione del Ssn» e allo sviluppo della farmacia dei servizi, «che, in sinergia con i medici di famiglia, offrirà ai cittadini una rete di prossimità per prestazioni sanitarie di facile accesso e fruibili anche a domicilio».
Soddisfazione anche da Farmindustria: «Esprimo grande apprezzamento per la decisione del Consiglio dei Ministri di non adottare nuovi tagli alla Sanità e all’industria farmaceutica» afferma in una nota il presidente dei produttori, Massimo Scaccabarozzi «è un segnale forte di coerenza politica e istituzionale del presidente del Consiglio e del ministro della Salute, che hanno evitato la penalizzazione di aree di eccellenza con la spesa sotto controllo da anni, come la farmaceutica».
Dal ministro Lorenzin, invece, arriva l’appello a proseguire nella riorganizzazione del Ssn: «Ora il Servizio sanitario nazionale non ha più scuse» è la dichiarazione riportata da alcune agenzie al termine del Consiglio dei ministri «bisogna chiudere il Patto sulla Salute indicando i risparmi da reinvestire in investimenti, in farmaci innovativi e ricerca».
Stesse sollecitazioni da Federfarma: «E’ ora necessario che il Governo acceleri il rinnovo del Patto per la salute, che al suo interno dovrebbe prevedere un ruolo importante della farmacia dei servizi nell’ambito della riorganizzazione delle cure primarie. Il passo successivo dovrà poi essere il rinnovo della Convenzione con la definizione del nuovo quadro economico». (AS)

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