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Tavolo farmaceutica: farmacie risorsa per sostenibilità

21/01/2015 00:27:56
I farmaci innovativi che tra breve si affacceranno sul mercato pongono il Servizio sanitario di fronte a un serio problema di sostenibilità, che può essere superato con le farmacie del territorio. Perché soltanto questi presidi possono assicurare il monitoraggio delle terapie e il controllo in tempo reale della spesa e dei consumi, grazie alla ricetta digitale. E’ il messaggio lanciato dalla delegazione di Federfarma (composta dalla presidente Annarosa Racca e dal presidente del Sunifar, Alfredo Orlandi) all’incontro di ieri sera del tavolo sulla farmaceutica, riconvocato dal ministero dello Sviluppo dopo una pausa durata quasi un anno e mezzo.
All’ordine del giorno, lo scottante problema degli innovativi che nei mesi a venire saranno autorizzati con procedura centralizzata e i cui costi metteranno il Ssn in forte difficoltà. Come ha ricordato il direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, nel suo intervento, in prima fila ci sono i nuovi farmaci per l’epatite C ma un intero scaglione di molecole è pronto a seguire, a cominciare dagli anticorpi monoclonali. Tali arrivi renderanno sempre meno sostenibile l’attuale sistema di tetti e budget con cui il Ssn governa la spesa farmaceutica, tanto che il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ha definito urgente la ricerca di nuovi meccanismi di rimborso, non più legati soltanto all’innovazione ma ai reali incrementi di salute che le nuove molecole assicurano.
Per Federfarma – convocata al tavolo assieme a tutte le sigle della filiera – la sostenibilità dell’innovazione si raggiunge anche con una distribuzione di alta qualità, come quella che sanno garantire le farmacie del territorio. Monitoraggio dell’aderenza, farmacovigilanza, analisi dei consumi in tempo reale (grazie a ricetta digitale e dossier farmaceutico) non solo riducono gli sprechi (ancora più gravosi quando in ballo ci sono farmaci di alto costo) ma consentono anche valutazioni farmacoeconomiche ad ampio spettro. La questione costi degli innovativi, infatti, va collocata in una dimensione ben più ampia della mera sostenibilità della spesa farmaceutica, che consenta di valutare i risparmi indotti da tali farmaci sull’intera spesa ospedaliera e sui costi sociali delle patologie.
Di avviso opposto, ovviamente, le Regioni (rappresentate al tavolo da Loredano Giorni, direttore del servizio farmaceutico della Toscana, e da Giovanna Scroccaro, a capo del servizio farmaceutico del Veneto) che nel loro intervento hanno enfatizzato i vantaggi della distribuzione diretta. Per il ministero della Salute, anch’esso al tavolo con una delegazione, i governi regionali avrebbero però ben poco di che vantarsi: il rappresentante del dicastero, infatti, ha ricordato che di recente sono state proprio le Regioni a chiedere che i tagli della Legge di Stabilità ricadessero anche sulla spesa farmaceutica; e sono ancora le Regioni a non assicurare controlli sistematici sugli esportatori che fanno parallel trade, con le ben note ricadute in termini di carenze e irreperibilità.
Per proseguire la riflessione sul problema della sostenibilità, il tavolo ha approvato la proposta di De Vincenti di insediare una serie di gruppi di lavoro, ciascuno dedicato a una specifica parte della questione e composto da un rappresentante per ogni sigla. I prossimi incontri non sono ancora stati calendarizzati ma il Ministero ha fatto chiaramente capire di voler procedere con la massima velocità. (AS)

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