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Rurali ed enti locali, il Sunifar fa il punto sullo stato dell’arte

22/01/2018 09:34:29
Le farmacie rurali si interrogano sui loro rapporti con gli enti locali. Nel corso dell’ultimo Consiglio delle Regioni del Sunifar, infatti, svoltosi a Roma presso la sede di Federfarma nazionale, uno dei punti all’ordine del giorno prevedeva una breve relazione, a cura di Andrea Garrone (Federfarma Piemonte), in merito allo stato dei rapporti tra il Sunifar, Anpci (Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani) e Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Una decisione, questa, presa dal Coordinatore del Consiglio delle Regioni del Sunifar, Elvio Barla, che ha ritenuto necessario si riferisse ai consiglieri in merito a tale argomento, vale a dire in merito alle esperienze amministrative maturate (ed ancora in corso) da Garrone, ufficialmente nominato dalla Presidenza di Federfarma nazionale, alla cura dei rapporti con Anci ed Anpci. “Innanzitutto si è voluto riconoscere e ribadire come il precedente Consiglio di Presidenza del Sunifar - spiega Andrea Garrone - avesse già saggiamente avviato relazioni istituzionali con l’Anpci e Federanziani-SeniorItalia, culminate con la sigla di un Protocollo d’Intesa, nel novembre del 2011 a Rimini, nel corso del V° Congresso della Corte di giustizia popolare per il diritto alla Salute. Iniziativa valutata come un’ottima dichiarazione d’intenti, a cui rivolgere la riconoscenza dell’intera categoria, alla quale, tuttavia, si è deciso di dare una maggiore concretezza di azione. In tal senso devono intendersi: l’incontro avuto con l’On. Enrico Borghi (Consigliere Speciale della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’Attuazione della strategia nazionale Aree Interne) ed attuale Presidente in carica dell’UNCEM (Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani) il 18 ottobre 2017; l’incontro, presso la sede di Federfarma nazionale, con la Presidente nazionale dell’ANPCI, il 12 dicembre 2017. In entrambe le occasioni, di fronte al profondo interesse manifestato dagli interlocutori, si sono ribaditi con fermezza alcuni concetti fondamentali per le farmacie rurali, il loro sostegno ed il loro futuro sviluppo”.

Illustrato, poi, il Progetto Valnerina (ideato e costruito da Fedefarma Umbria) relativo all’accordo di partenariato tra Italia ed Unione Europea (2014-2020) per un “approccio integrato volto ad affrontare le sfide demografiche delle regioni o rispondere a esigenze specifiche di aree geografiche caratterizzate da gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici” quale paradigma del ruolo sociale e sanitario delle farmacie rurali. “Si è ribadito con fermezza - aggiunge Garrone - che le farmacie sono concessioni dello Stato e soprattutto per tale ragione, quasi “ontologica”, devono dal medesimo essere difese, potenziate e sviluppate e non progressivamente affossate. Condiviso come la deospedalizzazione dei pazienti cronici a vantaggio di un’assistenza “territorializzata”, devono forzatamente usare la rete delle farmacie (rurali soprattutto) quali infrastrutture sanitarie già attrezzate e disponibili a prendere in carico i pazienti cronici, come peraltro previsto per legge dello Stato, tramite la cosiddetta “Farmacia dei Servizi”. Si è altresì rivendicato che le farmacie devono essere incluse e coinvolte nello svolgere un ruolo pro-attivo nel Piano Nazionale della Cronicità, dal quale, viceversa sarebbero al momento escluse”. Le farmacie rurali - sempre secondo Garrone - in quanto anche piccole-medie imprese, costituiscono spesso anche le uniche realtà imprenditoriali e produttive in molti territori marginali, producendo occupazione e reddito (fonte di entrate per l’erario). “Il rinnovo della Convenzione dovrà essere un vero e proprio contratto tra ente pubblico (Stato-Regioni-Asl) e rete delle farmacie con i fondamentali obiettivi di servizio alla cittadinanza-utenza, crescita economica ed occupazionale del Paese, prima ancora che esclusiva generazione di risparmi spesa per l’ente pubblico. Dall’Onorevole Borghi si è ottenuto l’impegno formale di inserimento del Sunifar a Gruppi di lavoro e Tavoli tecnici ministeriali, per delineare un ruolo di supporto delle farmacie nell’accesso a servizi e prestazioni sanitarie (compresa la dispensazione di tutti farmaci) a favore della cittadinanza che vive nelle cosiddette Aree Interne”.

Le vacanze natalizie, lo scioglimento delle Camere e l’Election day hanno momentaneamente interrotto il processo, che il Sunifar riproporrà a partire dall’insediamento del nuovo Parlamento e del nuovo Governo. “Più nello specifico, poi – continua ancora Garrone - alla Presidente dell’ANPCI si sono rivolte le seguenti richieste (pienamente condivise): stretta collaborazione per impedire e/o governare accorpamenti coatti tra piccoli comuni, dannosi per la cittadinanza dei comuni già più marginali e per le farmacie, a seguito di trasformazioni profonde della Pianta Organica; contrastare le sempre più diffuse aggregazioni tra MMG che dovessero comportare la desertificazione dell’assistenza ambulatoriale territoriale, oggi ancora sufficientemente capillare; incremento rapido e concreto dell’adozione della banda larga per la fruizione della rete Adsl anche nei territori montani più marginali; proposta l’organizzazione di incontri itineranti tra Anpci, Sunifar e rappresentanze dei Sindaci dei piccoli Comuni per un confronto ed una sensibilizzazione delle Amministrazioni locali circa rischi ed opportunità della territorializzazione della Sanità ‘guidata solo dall’alto’”.

Il Sunifar ha infine manifestato l’impegno a “coinvolgere e convincere” il più alto numero possibile di farmaciste e farmacisti rurali ad impegnarsi in prima persona nelle Amministrazioni locali. Quanto ai rapporti con l’Anci (associazione di tutela degli interessi di Comuni grandi e città metropolitane) e Federsanità Anci, alfine di mantenere il giusto e necessario equilibrio nei vari rapporti istituzionali con tutti gli enti di interesse per la farmacia, saranno avviati dopo il 4 marzo. “Dal momento che il 4 marzo è storicamente la data in cui, nel 1789, il Congresso degli Stati Uniti dichiarò l’entrata in vigore della Costituzione e nel 1848 entrò in vigore lo Statuto Albertino (primo statuto liberale del regno, valido, per un secolo, fino all’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica italiana, il 1° gennaio del 1948) ci si augura che, davvero, possa nascere un nuovo futuro per questo meraviglioso e controverso Paese, in cui alle farmacie rurali sia riconosciuto concretamente di essere un caposaldo nella risposta al bisogno di salute e di dispensazione di socialità delle cittadine e dei cittadini italiani. Esattamente come avveniva nella polis greca, in cui era prevista l’attiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica, per esprimere la propria realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del bene comune: Farma & Polis che vanno a braccetto”, conclude Garrone.

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