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Spesa farmaci, tra le Regioni che sforano si comincia a tagliare

22/05/2014 01:53:07
C'è chi comincia a tagliare tra le Regioni che sulla spesa farmaceutica territoriale mostrano valori troppo lontani dalle medie nazionale. E’ il caso del Lazio, dove ieri il presidente Nicola Zingaretti (nelle vesti di commissario ad acta per la Sanità) ha firmato un decreto che impone un severo giro di vite sui consumi di alcune classi di farmaci distribuite sul territorio. «Nonostante negli ultimi tre anni la farmaceutica convenzionata laziale abbia fatto registrare un netto calo dovuto anche alle scadenze brevettuali» spiega una nota diffusa dalla Regione «la spesa procapite risulta ancora troppo alta e si attesta sui 168,18 euro (contro una media nazionale di 152 euro, ndr)».
Il decreto, in particolare, fissa una serie di target di spesa che i direttori generali di Asl e Ao dovranno applicare anche attraverso la «responsabilizzazione del medico di medicina generale. I consumi di inibitori di pompa protonica, per esempio, dovranno scendere dall’attuale media di 88 ddd (dose definite die) giornaliere ogni mille assistiti a 74, che rappresenta il valore medio nazionale; gli Omega 3 da 7,2 a 4,4; gli inibitori selettivi della ciclo-ossigenasi da 7,2 a 4,9. Per statine e associazioni, invece andrà incrementata la quota di generici prescritti: nel 2013 coprivano il 70% della classe, nel 2014 dovranno arrivare all’80%. Negli antagonisti dell'angiotensina II non associati, infine, andrà incoraggiata la prescrizione di telmisartan e scoraggiata quella di olmesartan, perché non appropriata.
Piano di tagli anche in Piemonte, in questo caso sulla spesa territoriale (che comprende anche diretta e dpc). Il provvedimento di Giunta che ha fatto scattare le forbici risale a fine aprile e detta alle Asl della Regione due gruppi di target: tetti massimi di spesa e risparmi attesi per quest’anno. In particolare, si prevede a livello regionale una riduzione della spesa convenzionata del 3,21% (circa 21 milioni di euro) e della territoriale del 3,36% (circa 29 milioni di euro). Il come dovranno deciderlo le singole Asl, attraverso un piano d’azione da adottare mediante delibera entro la fine di questo mese. In ogni caso, come ricorda la Regione, le Aziende dovranno intervenire «impiegando discrezionalmente i vari canali distributivi», con la precisazione che «l’utilizzo della modalità distributiva dei farmaci sui tre canali deve essere sempre caratterizzata da indubbi benefici sia per i pazienti che per la spesa sanitaria». Federfarma Piemonte ha già invitato le sue rappresentanze provinciali a seguire con la massima attenzione gli interventi che dovessero essere adottati dalle Asl: i dati del sindacato, infatti, parlano di una spesa convenzionata sotto controllo, il timore è che si voglia ripianare il deficit della diretta andando a prendere in altre tasche. (AS)

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