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Pani (Aifa): su spesa farmaceutica serve budget unico nazionale

23/04/2015 00:35:31
Sulla spesa farmaceutica si deve andare verso un Fondo unico nazionale, che superi la divisione fra spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale e assicuri una cabina di regia dalla quale sarà più facile valutare le reali necessità e dunque le risorse da assegnare al farmaco. All’interno di questo budget, poi, si potranno creare delle grandi «aree terapeutiche» sulle quali porre tetti di spesa individuali e – in caso di sfondamento – procedure di payback in cui le aziende rifondono in misura proporzionale alla loro quota di mercato. E’ la proposta – non nuova ma affinata – che Luca Pani, direttore generale dell’Aifa, ha lanciato dal palco del convegno su falsi miti e vere eccellenze della Sanità, organizzato ieri a Roma dal dicastero della Salute. «E’ un’idea che deve ancora deve avere l’ok del Ministero» ha spiegato Pani a Filodiretto «da tempo però si dice da più parti che la governance del farmaco deve cambiare e che occorre un nuovo modello, ci chiedessero quale potrebbe essere la soluzione noi risponderemmo con questa proposta. Che dovrà avere stabilità almeno triennale: dobbiamo renderci conto che gli investimenti non si attirano in questo Paese cambiando continuamente le regole a partita in corso».
Anche sui farmaci innovativi Pani ha lanciato segnali beneauguranti: «Vanno portati sul territorio» conferma «ma l’ho già detto in tempi non sospetti: prima serve un nuovo farmacista, perché gli innovativi sono farmaci ad alta tecnologia, con una “collateralità” molto più complessa; non basterà quindi che il farmacista prenda la ricetta e dia la scatoletta, se vuole questi farmaci dovrà anche garantire altro. Ecco quindi spiegata, tra l’altro, la posizione dell’Aifa sulla fascia C: non servono più punti vendita, ma punti vendita ancora più qualificati».

Quanto alla proposta delle Regioni per i «raggruppamenti di medicinali terapeuticamente assimilabili», Pani va giù piatto: «E’ un non-senso storico, non esistono le categorie terapeutiche omogenee. Alle Regioni abbiamo detto che l’unica strada percorribile è quella di individuare per ogni classe una serie di prezzi di riferimento legati all’intensità terapeutica: se due ace-inibitori portano la pressione agli stessi valori in un mese di terapia, vuol dire che hanno identica intensità terapeutica e allora posso fissare il rimborso al prezzo del più economico, anche perché i dati dicono dell'Osmed che si può tranquillamente “switchare”».

Perplessità sulla proposta delle Regioni arrivano anche da un altro ospite del convegno romano: «Per cominciare l’intervento sarebbe complicato dal punto di vista regolatorio» spiega a Filodiretto Americo Cicchetti, docente di organizzazione aziendale all’università Cattolica di Roma «e poi il numero di molecole che potrà essere preso oggettivamente in considerazione sarà scarso. Qualcuno potrebbe immaginare un’estensione di questo concetto di assimilabilità, ma l’impatto sotto il profilo del risparmio sarebbe scarso». Cicchetti, invece, sposa prontamente la proposta di Pani per un budget unico: «Sarebbe un bel passo avanti» dice «a dirla tutta andrebbe proprio eliminato il tetto sulla spesa farmaceutica, perché ci consentirebbe di fare analisi di costo-efficacia a tutto tondo e quindi ripartire le risorse tra le diverse componenti del sistema». (AS)

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