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Friuli, firmato l’accordo quadro su dpc e servizi

29/07/2014 07:55:45
Per le farmacie del Friuli Venezia Giulia arriva l’accordo quadro su dpc, integrativa e servizi. Il patto, che riduce ulteriormente la lista delle amministrazioni ancora prive di un’intesa regionale sulla distribuzione per conto, è stato firmato ieri dall’assessore alla Salute e alle Politiche sociali, Maria Sandra Telesca, dal coordinatore regionale di Assofarm, Giorgio Tonini, e dal presidente di Federfarma Friuli Francesco Pascolini. Che non esita a esprimere viva soddisfazione per la stipula dell’accordo: «E’ un’intesa importante» commenta a Filodiretto «forse non dal punto di vista economico, ma certamente per la consistenza politica». In effetti il documento riserva fin dalla premessa parole importanti per le farmacie del territorio: si tratta di un «capillare presidio del Servizio sanitario sul territorio» che «svolge un ruolo fondamentale nella promozione della salute» grazie «alla professionalità di chi vi opera». Per questo, continua l’accordo, l’amministrazione «intende potenziare l’integrazione delle farmacie nel Ssr» riconoscendo loro «il ruolo di farmacia dei servizi sia nell’erogazione dei farmaci» sia in quella di prestazioni «a carattere sanitario e sociosanitario», come la consegna a domicilio di farmaci e dispositivi, l’integrazione nell’Adi, l’adesione a campagne di screening eccetera.
Per quanto concerne la dpc, in particolare, l’accordo esclude dalla distribuzione l’ossigeno, le eparine a basso peso molecolare e tutti i farmaci con prezzo inferiore ai trenta euro. Sul resto del Pht, invece, il compenso a pezzo ammonta a 6,50 euro più iva (comprensivo della quota al distributore), che sale a 7,60 (sempre più iva) per le farmacie urbane e rurali con fatturato Ssn tra i 150mila e i 258.228,45 euro e per le sussidiate con fatturato Ssn tra i 150mila e i 387.342,87 euro; il compenso aumenta poi a 10,60 euro più iva per tutte le farmacie (urbane, rurali e sussidiate) con fatturato Ssn sotto i 150mila euro, ma scatta soltanto sulle confezioni con prezzo al pubblico o prezzo di riferimento (se equivalenti) superiori a 51,65 euro. La dpc regionale entrerà in vigore dal 1 settembre, data entro la quale le singole Asl (dove sono già in vigore intese locali) dovranno recepirne i contenuti tramite atto aziendale.
Capitolo a parte per l’integrativa sugli ausili destinati ai diabetici, dove le tariffe subiscono qualche limatura ma mantengono prezzi differenziati a beneficio di rurali e piccole urbane, e per il Cup, a proposito del quale l’accordo fissa un “tariffario” (1,81 euro più iva per singola operazione, che diventano due laddove software e materiale di consumo è a carico delle farmacie) cui le Asl dovranno attenersi se volessero appoggiarsi alle farmacie per il servizio di prenotazione. Per quanto concerne attività della farmacia dei servizi come le campagne di screening e la presa in carico dei pazienti, l’accordo rimanda a tavoli separati il confronto sui contenuti. (AS)

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