Spesa farmaceutica

DATI DI SPESA GENNAIO-GIUGNO 2016

La spesa farmaceutica convenzionata netta SSN, nel periodo gennaio-giugno 2016, ha fatto registrare una diminuzione del –4,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. A tale diminuzione corrisponde, tuttavia, un sensibile aumento della spesa per farmaci acquistati dalle ASL e distribuiti dalle farmacie in regime di distribuzione per conto DPC (+8,7% nei primi 6 mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015; dato Promofarma).

Spesa farmaceutica netta SSN: differenziale rispetto a stessi mesi anno precedente



È diminuito anche il numero delle ricette prescritte in regime convenzionale, calato -2,6% rispetto ai primi sei mesi del 2015, a fronte di un sensibile aumento del numero delle prescrizioni di farmaci in DPC (confezioni in DPC: +10,9%). Prosegue il trend discendente del valore medio netto delle ricette in regime di convenzione, diminuito nel periodo in esame del -2,1% (lordo: -1,5%). In regime convenzionale sono stati, quindi, prescritti meno farmaci di prezzo mediamente più basso.
Il calo di spesa e ricette è legato principalmente al crescente ricorso alla distribuzione diretta e alla distribuzione per conto da parte delle ASL (voci di spesa che, complessivamente, sono aumentate del +35% nei primi 5 mesi del 2016, dato AIFA), ma anche alla revisione del prontuario, entrata in vigore nel mese di ottobre 2015, e agli interventi volti al contenimento delle prescrizioni promosse dalle ASL nei confronti dei medici.
Nei primi sei mesi del 2016 le ricette sono state oltre 300 milioni, pari in media a 4,95 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del SSN sono state oltre 571 milioni, con una diminuzione del -2% rispetto allo stesso periodo del 2015. Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 9,4 confezioni di medicinali a carico del SSN.
Il calo del numero delle prescrizioni in regime convenzionale riguarda la maggior parte delle principali categorie terapeutiche, con alcune eccezioni (evidenziate in giallo nella tabella che segue). Particolarmente forte l’aumento dell’utilizzo di vitamine A e D (+22,7%).


Prime 30 categorie di farmaci di 3° livello ATC:
variazione consumi 1° semestre 2016 rispetto a 1° semestre 2015

                       


IL CONTRIBUTO DELLE FARMACIE AL CONTENIMENTO DELLA SPESA

Le farmacie continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa - oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci SSN con gli sconti per fasce di prezzo incrementati della trattenuta fissa del 2,25%, che hanno prodotto nei primi sei mesi del 2016 un risparmio di circa 350 milioni di euro, ai quali vanno sommati 34 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1° marzo 2007 e sempre prorogato, volto a compensare la mancata riduzione del 5% del prezzo di una serie di medicinali. Complessivamente, quindi, il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel primo semestre del 2016, è stato di oltre 380 milioni di euro.
È bene ricordare che lo sconto a carico delle farmacie ha un carattere progressivo in quanto aumenta all’aumentare del prezzo del farmaco, facendo sì che i margini reali della farmacia siano regressivi rispetto al prezzo. Le farmacie rurali sussidiate e le piccole farmacie a basso fatturato SSN godono di una riduzione dello sconto dovuto al SSN (vedi tabella n. 2).

 

Tabella n. 2: trattenute a carico delle farmacie


Fascia di
prezzo €
Sconti di legge
(compresa trattenuta
del 2,25%)
Sconti agevolati
    farmacie con fatturato SSN inferiore a 258.228,45 euro farmacie rurali sussidiate con fatturato SSN  inferiore a 387.342,67 euro
da 0 a 25,82 6% 1,5%

1,5%
da 25,83 a 51,65 8,25% 2,4%
da 51,66 a 103,28 11,25% 3,6%
da 103,29 a 154,94 14,75% 5%
oltre 154,94 21,25% 7,6%

QUOTE DI PARTECIPAZIONE A CARICO DEI CITTADINI

L’incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è ulteriormente aumentata: era pari al 13,6% nel mese di giugno 2015, è salita al 14,1% a giugno 2016.
Nelle Regioni con ticket più incisivo le quote di partecipazione hanno un’incidenza sulla spesa lorda tra l’11,8% e il 21,1% (in Valle d’Aosta che ha introdotto il ticket sui farmaci dal 1° gennaio 2016).
Complessivamente, nel primo semestre 2016, i cittadini hanno pagato oltre 773 milioni di euro di ticket sui farmaci, di cui quasi il 66% (dato AIFA) dovuto alla differenza di prezzo rispetto al farmaco equivalente meno costoso.

Per una panoramica sui ticket applicati dalle singole Regioni vedi il sito www.federfarma.it alla voce “ticket regionali”.     

L’ANDAMENTO DELLA SPESA A LIVELLO REGIONALE        

Il grafico che segue, pone in correlazione, Regione per Regione, l’andamento della spesa netta e del numero delle ricette nei primi sei mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015.
Il calo della spesa, generalizzato in tutte le Regioni, è particolarmente marcato in Valle d’Aosta (-23,1%), a causa dell’introduzione del ticket fisso per confezione dal 1° gennaio 2016, e in Molise (-11,8%).

Andamento spesa netta e numero ricette primo semestre 2016/2015

 


I DATI DEL MONITORAGGIO AIFA DEI PRIMI 5 MESI DEL 2015

 L’AIFA ha pubblicato sul proprio sito i dati del monitoraggio della spesa farmaceutica regionale relativi al periodo gennaio-maggio 2016.
Tale pubblicazione conferma le analisi di Federfarma sull’andamento della spesa farmaceutica convenzionata netta, diminuita, nei primi 5 mesi del 2016, del  -4,1% parallelamente a un calo del numero delle ricette (-2,7%) e a un aumento della spesa per farmaci di fascia A erogati da parte delle ASL in distribuzione diretta o per conto (+35%). Prosegue anche l’aumento delle quote di compartecipazione a carico dei cittadini (+0,9%), di cui oltre il 66% dovuto a importi pagati dai cittadini per coprire la differenza rispetto al prezzo di riferimento, importi in aumento del +2,6% rispetto ai primi 5 mesi 2015.
La somma delle voci che compongono la spesa farmaceutica territoriale (convenzionata+diretta+dpc) dà luogo a un importo che, al netto del pay-back dovuto dalle aziende farmaceutiche, si attesta al 12,82% del Fondo Sanitario Nazionale, quindi al di sopra del tetto dell’11,35%, pur con una situazione diversificata a livello regionale. Lo sforamento, pari a 331 milioni di euro nei primi 5 mesi del 2016, è interamente dovuto all’incremento della spesa per farmaci acquistati dalle ASL e, quindi, come previsto dal DL n. 113/2016, convertito in legge a luglio, non attribuibile alle farmacie.
Prosegue, invece, in modo del tutto incontrollato l’andamento della spesa farmaceutica ospedaliera: i dati AIFA evidenziano come tale voce, anche nel primo semestre 2016, continui a superare ampiamente il tetto programmato del 3,5%, superando il 5% del FSN, con uno sforamento pari a 821 milioni di euro in soli 6 mesi. Lo sforamento dell’ospedaliera riguarda tutte le Regioni, con la sola eccezione della Provincia autonoma di Trento.

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