05/06/2012
Spending review: farmacia garanzia di trasparenza. Necessaria una nuova remunerazione
La spesa farmaceutica territoriale, anche nel 2011, si è attestata al di sotto del tetto di spesa del 13,3% sul Fondo sanitario nazionale. È quanto emerge dai dati appena diffusi dall’Agenzia Italiana del Farmaco che ha espresso invece preoccupazione per l’andamento della spesa farmaceutica ospedaliera. La spesa farmaceutica ospedaliera, infatti, continua ogni anno a sforare il tetto di spesa e ha prodotto nel solo 2011 un disavanzo di 1 miliardo e 230 milioni di euro.
“La soluzione non può certo essere quella di comprimere il tetto di spesa farmaceutica territoriale, che rappresenta una voce virtuosa, per permettere l’aumento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera” afferma Annarosa Racca, presidente di Federfarma. “Il sistema così com’è rischia di diventare economicamente insostenibile sia per le Regioni sia per le farmacie. Per renderlo sostenibile - senza procedere a ulteriori tagli che sarebbero deleteri per l’efficienza del servizio farmaceutico - è necessario dare più spazio alla distribuzione in farmacia dei medicinali SSN e rivedere la remunerazione della farmacia stessa, con l’obiettivo di rendere conveniente l’erogazione nelle farmacie anche dei farmaci costosi.”
Ricordiamo che la spesa farmaceutica territoriale comprende: la spesa per i farmaci SSN erogati dalle farmacie nel normale regime convenzionale (spesa farmaceutica convenzionata); la spesa per farmaci acquistati dalle ASL direttamente dalle aziende produttrici e consegnati ai cittadini dalle ASL stesse (distribuzione diretta); la spesa per farmaci acquistati dalle ASL e distribuiti tramite le farmacie (distribuzione per conto). Di queste tre voci, la spesa farmaceutica convenzionata – unico caso nella sanità italiana - è in calo ormai da anni (circa -20% negli ultimi cinque anni, al netto dei ticket e delle varie trattenute imposte alle farmacie); le altre due voci sono in aumento, perché le ASL tendono ad acquistare sempre maggiori quantitativi di medicinali, soprattutto ad alto costo.
La spesa farmaceutica convenzionata è in calo - oltre che per il crescente ricorso da parte delle ASL alla distribuzione diretta e alla distribuzione per conto - per la progressiva diffusione di medicinali a brevetto scaduto, di prezzo più basso rispetto a quelli ancora coperti da brevetto. A fronte del calo di spesa, assistiamo però a un aumento del numero delle confezioni di medicinali SSN erogate dalle farmacie: le farmacie dispensano più farmaci, ma di prezzo sempre più basso e ciò significa, per loro, più lavoro e minore redditività. “Se questo trend non verrà arginato – sottolinea Annarosa Racca - il sistema farmacia rischia di non essere più sostenibile.”
Problemi di sostenibilità economica – in questo caso per le Regioni - esistono anche per la distribuzione diretta, un meccanismo che crea disagi ai cittadini e rende difficile il monitoraggio della spesa da parte delle ASL. Tant’è vero che molte Regioni stanno optando per ampliare la distribuzione per conto, più comoda per i cittadini e più controllata grazie ai dati rilevati dalle farmacie.
“La revisione del sistema di remunerazione della farmacia è urgentissimo, tanto più a fronte dell’apertura di 5.000 nuove farmacie, prevista dal decreto liberalizzazioni” conclude Annarosa Racca.