La farmacia non va in vacanza

22/07/2021 11:10:58
La farmacia non va in vacanza
di Maddalena Guiotto
 
La farmacia San Lorenzo di Malfa è in provincia di Messina ma si trova sull’isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie. La titolare è Paola Petralito, arrivata qui da Palermo in piena pandemia. Il nome Malfa, secondo alcune fonti, deriva dall’arabo “marfa”, che significa “ancoraggio, porto”, proprio il ruolo di questa farmacia rurale per il migliaio di abitanti del Comune, uno dei soli tre dell’isola.

«Dopo 25 anni di esperienza in una farmacia cittadina a Palermo, mi sono calata in una realtà con persone che vivono una situazione molto pesante», dice la dottoressa. Salina è un’isola verdeggiante, tranquilla, baciata dal sole e circondata da uno splendido mare, che però spesso «non è così clemente come nell’immaginario, soprattutto d’inverno, quando i trasporti vengono interrotti e rimaniamo senza medicinali. A Palermo ricevevo farmaci quattro volte al giorno – spiega – qui invece arrivano con la nave una volta al giorno, ma se il mare è mosso non c’è la consegna, e se per qualche motivo vengono smarriti fanno il giro delle isole e arrivano l’indomani».
 
Con i farmaci in balia delle onde
 
La situazione è difficile, per motivi opposti, sia in estate sia in inverno. «Solitamente da maggio a settembre c’è turismo. Dall’inizio della pandemia però gli stranieri non ci sono, quindi tutto si concentra tra luglio e agosto, quando i traghetti sono sovraffollati o saltano corse». D’inverno l’isola si spopola. «Alcune persone che mi hanno ritrovato dopo un anno mi hanno chiesto stupite: lei è rimasta aperta tutto l’inverno? La farmacia – ha risposto lei – non è un’attività commerciale, è un servizio continuo». Certo, ma anche non facile, soprattutto d’inverno, quando si riduce il numero delle corse via mare.
Avendo la consegna dei farmaci, in un certo senso, in balia delle onde, «per dare un servizio alla popolazione, che rischia di restare anche per giorni senza farmaci, bisogna lavorare molto di programmazione – spiega Pietralito – pensare a un approvvigionamento per far fronte ai casi di mancata consegna». Tale pratica riguarda tutte le forniture. «Anche per l’ossigeno, avendo la consegna una volta al mese, dobbiamo calcolare bene la scorta: non possiamo lasciare i pazienti senza ossigeno».
 
I servizi? Grande soluzione, ma molte difficoltà

Questo lavorare in anticipo ha anche risvolti in un impegno finanziario diverso da una farmacia che può contare su più consegne al giorno. «Abbiamo l’indennità, ma sono anni che non viene rivista e le agevolazioni previste per il magazzino non coprono l’esposizione finanziaria dell’attività. Certo – racconta – non mancano le soddisfazioni e il riconoscimento del servizio sanitario offerto, visto che praticamente siamo aperti tutti i giorni dell’anno», ma nonostante la gratificazione delle persone, la situazione resta molto difficile. «La pandemia si è aggiunta ai disagi, agli svantaggi e al mare. Per fortuna è stato istituito un punto Usca nel Comune che ha fatto fronte a tamponi e vaccini. Ora però è stato chiuso», osserva la dottoressa. Il Covid-19 ha portato con sé la ricetta elettronica e il rinnovo automatico dei piani terapeutici, un aiuto non indifferente anche per i pazienti, che per ogni visita specialistica devono andare a Lipari, Messina o Milazzo. I servizi si potrebbero potenziare, anche grazie alla telemedicina, ma «per avere la fibra ho dovuto lottare per mesi, il Pos per i pagamenti è arrivato dopo un mese perché era stato perso», sottolinea Petralito. «Abbiamo aderito allo screening colon-retto. Anche l’Ecg sarebbe un servizio da proporre – conclude – ma serve un maggiore sostegno per questo presidio sanitario». E non si sta parlando solo di trasporto.

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