Mancano farmaci? C'è la galenica

19/01/2023 15:48:02
Mancano farmaci? C'è la galenica
di Giulia Bonfini
 
Il problema delle carenze è complesso, dovuto a molteplici concause, e ritorna periodicamente. In questo periodo si è verificato un incremento della richiesta di alcuni medicinali a causa della contemporanea diffusione dell’influenza stagionale e del Covid. Per alcuni principi attivi, l’Europa soffre anche la dipendenza da Paesi come India e Cina. A ciò si aggiungono la carenza di materie prime per il packaging e consegne meno frequenti dovute all’aumento del costo dei carburanti. Ricordiamo che per ogni farmaco “brand” sono disponibili moltissime referenze tra gli equivalenti, ma ad alcune necessità può venire incontro anche la preparazione galenica. Ne parliamo con Marco Fortini, segretario della SIFAP-Società Italiana Farmacisti Preparatori.
 
Dottor Fortini, quali sono i farmaci più richiesti che risultano carenti in questo periodo?
Per quanto concerne la mia esperienza personale, come farmacista e come segretario SIFAP, ho notato che a ora i farmaci maggiormente carenti sono i cortisonici per aerosol, anche a uso pediatrico, le cefalosporine a uso orale, in sospensione, alcuni antinfiammatori in compresse o capsule, qualche benzodiazepina orale, antipiretici in compresse, nifedipina in soluzione orale e acetilcisteina in compresse, capsule o sciroppi.
 
La galenica può essere d’aiuto per evitare ai pazienti lunghe ricerche di medicinali. Quali preparazioni di farmaci carenti state allestendo in questo momento?
Il preparato magistrale ha un valore aggiunto qualora non sia disponibile un prodotto industriale equivalente, dotato di AIC. Le recenti linee guida dell’EMA consigliano alle autorità sanitarie di lavorare in sinergia con le società scientifiche, quali sono, in Italia, SIFAP e SIFO, per riconoscere prima di tutto quali sono le eventuali carenze. Una volta riconosciute, si verifica se sia possibile scrivere un protocollo che garantisca qualità e uniformità nell’allestimento del farmaco carente. È stato il caso, per esempio, del protocollo sui microclismi di diazepam, citato anche dall’AIFA, grazie al quale è stato possibile allestirli in farmacia in un momento di indisponibilità. Lo stesso vale per i protocolli di allestimento orale di ibuprofene e per la soluzione orale di paracetamolo.
È sempre bene che il farmacista segnali eventuali carenze alle autorità sanitarie, non è solo un obbligo ma una necessità. SIFAP raccoglie queste segnalazioni e, insieme ai farmacisti ospedalieri, redige eventuali protocolli per l’allestimento. In genere è sempre disponibile un prodotto industriale equivalente, anche nel caso delle sospensioni orali di ibuprofene o paracetamolo, ma può essere necessario, occasionalmente, allestire antinfiammatori a uso orale in compresse o capsule, sciroppi, o soluzioni orali in gocce utilizzabili come sedativi della tosse.
Mi sembra appropriato segnalare anche la possibilità di attingere all’ampio e vasto elenco di preparazioni officinali allestibili in farmacia e delle preparazioni salutistiche, specialmente per quello che riguarda i rimedi per i sintomi delle forme influenzali tipiche dell’inverno. È possibile allestire soluzioni orali in gocce o sciroppi a base di piante medicinali, sempre salutistici o definiti integratori in deroga – a base per esempio di estratti di Altea – oppure officinali perché allestiti grazie a una monografia presente nella Farmacopea di uno degli Stati appartenenti alla UE, a base di Piantaggine. O, ancora, grazie alle indicazioni contenute nel capitolo “Preparazioni farmaceutiche specifiche” nella Farmacopea ufficiale italiana, preparati a base di destrometorfano in gocce o sciroppi.
Tutto questo, come dicevo, è, al di là dell’esperienza personale, testimonianza di come SIFAP e SIFO possono rispondere alle necessità dei pazienti e alle eventuali carenze presenti sul territorio.
 
Alcuni colleghi, anche tra i rurali, non si occupano normalmente di galenica. Può essere questa un’occasione per cominciare? Con quali medicinali?
Certamente. Il preparato magistrale è utile per tutelare e facilitare non solo i pazienti ma anche chi si prende cura di loro, garantendo la disponibilità del farmaco più adatto e con la necessaria qualità in farmacia, ossia nel presidio sanitario di maggiore prossimità. Anche una farmacia che non ha mai preparato può iniziare l’attività.
In questo caso, consiglierei prima di tutto l’iscrizione alla SIFAP per accedere a una serie di conoscenze, tra cui il corso base disponibile on line, i corsi pratici e il Master in Preparazione magistrale dell’Università di Camerino, grazie al quale si acquisisce la conoscenza necessaria per iniziare un'attività di preparazione in laboratorio. Ritengo sia anche necessario conoscere le Norme di buona preparazione, il capitolo nella Farmacopea ufficiale in cui si descrive il cosiddetto “Sistema di assicurazione qualità”, grazie al quale sarà possibile allestire dai preparati più semplici fino ai più complessi.
Credo che una volta acquisite le conoscenze di base e le caratteristiche del Sistema di assicurazione qualità, un banco di prova iniziale possa essere rappresentato dai preparati officinali o dai preparati cosiddetti salutistici o integratori in deroga, sicuramente indicati per questa stagione, anche per sopperire ad alcune carenze. Mi riferisco ai già citati estratti della pianta dell’Altea e della Piantaggine, che sono allestibili in modo semplice e possono essere, allo stesso tempo, estremamente utili per i nostri pazienti.

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