Farmacista di borgata

11/02/2021 09:09:45
Farmacista di borgata
di Carlo M. Buonamico

Il farmacista non dispensa solamente farmaci e consigli per la salute, ma riveste un ruolo sociale molto importante. Nei piccoli centri è anche il punto di riferimento del cittadino nei confronti della Pubblica amministrazione.

È la storia che ha vissuto e vive Felice Restaino, dal 1988 farmacista di Albuccione di Guidonia, frazione del Comune di Guidonia Montecelio nella periferia romana, che con la sua farmacia rurale sussidiata serve circa 2 mila abitanti. 
«Nella nostra zona vivono persone che, a causa di una situazione di disagio molto forte, negli anni Settanta lasciarono le baracche in cui vivevano a Roma e occuparono delle abitazioni, poi acquistate dal Comune di Roma, che le consegnò agli occupanti come case popolari», racconta Restaino.

Un centro servizi

«A quei tempi queste persone avevano bisogno di tutto. Erano completamente abbandonate dalle istituzioni poiché formalmente erano abitanti del Comune di Roma, ma concretamente insistevano su un altro Comune. E così oltre a dispensare farmaci e consigli per la salute mi trovai a dover risolvere i loro problemi quotidiani. Dallo stacco della corrente elettrica a quello del gas, agli allagamenti dei box». La farmacia diventò un vero e proprio centro servizi, dove Restaino per conto dei cittadini chiama Acea, l’ufficio idrico e Comune di Roma per aiutare a trovare risposta a ogni esigenza. Un servizio, gratuito, così apprezzato dagli abitanti della borgata, che portò il farmacista a essere eletto per due mandati, otto anni, come presidente di circoscrizione. «Oltre a essere farmacista diventai anche rappresentante dello Stato sul territorio», ci racconta.

Ma la situazione non cambiò e oggi, come allora, pur avendo lasciato questa carica, Restaino continua a fare da ponte tra gli abitanti, le istituzioni e i servizi sociali. Il perché è presto detto. Negli ultimi 10 anni la situazione si è involuta. «La circoscrizione è stata abolita, non abbiamo nemmeno un comando di vigili urbani e i cittadini sono ancora più abbandonati». In borgata opera solo un medico presente tre pomeriggi a settimana. E quindi spesso «sono costretto a gestire situazioni sanitarie di emergenza, perché rappresento l’unica figura non solo sanitaria ma anche istituzionale presente sul territorio».

Per capire l’importanza e la rilevanza dell’attività sociale svolta dal dottor Restaino basta chiedergli quanto tempo gli richiede questo impegno. «Circa il 30 per cento del mio tempo lavorativo, perché i problemi che mi chiedono di risolvere oggi sono vari e complessi. Dalle relazioni con la Asl, all’interlocuzione con l’Inps per la pensione. Siamo quasi un front-office che non riguarda solo la salute, ma tutto ciò che ha a che fare con le istituzioni locali e nazionali».
 
Un ruolo sociale riconosciuto
 
Viene da chiedersi: perché i cittadini di Albuccione di Guidonia si appoggiano al farmacista per queste incombenze invece che pensarci autonomamente? I motivi sono di ordine infrastrutturale e cultural-demografico. «La connessione Adsl è arrivata solo due anni fa e l’età media della popolazione locale è molto anziana, quindi poco avvezza all’uso di Internet per accedere ai servizi della Pubblica amministrazione», spiega il farmacista. Che ci confida che il modo per rendere questa attività consulenziale più efficiente ed efficace ci sarebbe. «Già da tempo ho in mente un progetto che prevede che le circa 70 farmacie rurali dei piccoli centri della Asl 5 di Roma possano agire in accordo con i Comuni per far sì che le problematiche del territorio siano note con precisione a chi è deputato al suo governo. Cosicché Provincia e Regione possano intervenire supportando il farmacista con strumenti e mezzi.

Vorrei che questo ruolo sociale del farmacista fosse riconosciuto e anche remunerato per i servizi specifici che gli dovessero essere formalmente assegnati». Anche in considerazione del fatto che nei piccoli centri gli uffici comunali tenderanno a chiudere perché accorpati a quelli dei Comuni più popolosi e ci sarà una sempre minore presenza istituzionale sul territorio. Con la conseguenza per i cittadini di dover percorrere distanze anche significative per incombenze burocratiche.

Un esempio di servizio sociale Restaino lo collega direttamente alle vicende di questi ultimi mesi, in ambito sanitario. «La Regione Lazio ha affidato la prenotazione della vaccinazione anti-Covid al portale web. Considerando che la popolazione over-80 normalmente non ha dimestichezza con la rete, sarebbe stato opportuno coinvolgere le farmacie che avrebbero potuto effettuare la prenotazione per conto del cittadino. Alcuni possono rivolgersi a parenti o caregiver, ma non dimentichiamo che in Italia il 30 per cento delle persone vive da solo, anche nei piccoli centri».

Le farmacie sarebbero pronte, anche dal punto di vista pratico? Sì, dice Restaino. Bisognerebbe solo che Regione e Asl considerassero le farmacie come una diramazione periferica capillare sul territorio, da poter utilizzare per tutte le emergenze. «Del resto la convenzione che lega le farmacie private alla Pa rende il farmacista un incaricato di pubblico servizio, che potrebbe erogare molti servizi di pubblica utilità».

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