Guardia farmaceutica, Federfarma chiede una riforma

20/04/2016 00:22:19
Nella trattativa tra farmacie e Regioni che porterà alla nuova convenzione, dovrà essere avviato «un profondo ripensamento» del servizio di guardia farmaceutica, per adeguarne i meccanismi alle «modifiche normative» entrate in vigore negli ultimi anni. E’ quanto scrive Federfarma nella piattaforma consegnata ad Antonio Saitta, coordinatore della commissione Salute delle Regioni, per agevolare l’avvio del confronto sul nuovo accordo convenzionale. Gli interventi legislativi cui fa riferimento la Federazione, ovviamente, sono quelli del decreto cresci-Italia del 2012 che hanno liberalizzato gli orari di apertura delle farmacie. Come noto, in tutte le regioni quella misura ha convinto un crescente numero di titolari a posticipare la chiusura serale a dopo le 20 o anche più tardi. Emblematico il caso di Milano, dove ormai i presidi dalla croce verde che rimangono aperti fino alla mezzanotte sono una cinquantina.

La sensibile crescita del numero di farmacie aperte fino a tarda sera ha finito nel tempo per rendere eccessivo quello delle farmacie di turno, cioè in servizio continuativo per tutta la notte, fino al mattino successivo. Eccessivo, o forse sarebbe meglio dire sovradimensionato. Che il problema sia sentito lo dimostrano le esperienze già maturate in alcune città dello Stivale, grandi o piccole. Ad Ancona, per esempio, le due farmacie di turno sono state ridotte dal 2014 a una sola, affiancata peraltro da altri due esercizi che per scelta restano aperti fino alle 23. Stesso discorso a Firenze, dove nel 2013 le farmacie di guardia furono tagliate da tre a due (più dieci aperte volontariamente dalle 20 alle 23 e cinque dalle 23 alle 24). «Con il prolungamento degli orari» è il commento della presidente di Federfarma, Annarosa Racca «le dinamiche sulle quali si regge la guardia farmaceutica sono completamente cambiate. Riteniamo opportuno che nella nuova convenzione si prenda atto di tale evoluzione e se ne traggano le conseguenze». (AS)

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