Tariffa medicinali, Federfarma replica alla polemica del Fatto

12/12/2017 00:32:15
Su prezzi dei galenici e diritto addizionale notturno non c’è nessuna stangata ai danni dei cittadini, è stato soltanto adeguato un tariffario che non vedeva aggiornamenti da 25 anni. E’ la replica, affidata alle agenzie di stampa, con cui ieri Federfarma ha risposto all’articolo del Fatto Quotidiano che se la prende con la Tariffa nazionale dei medicinali in vigore dal 9 novembre scorso. Il bersaglio è innanzitutto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il decreto del settembre scorso che dà il via libera all’aggiornamento tariffario: «l’ennesima mancia pre-elettorale al settore farmaceutico», accusa il giornale, che aumenta del 100% i diritti addizionali di chiamata notturna e vara una nuova metodologia per la determinazione dei costi dei preparati che ne fa lievitare i prezzi al pubblico.

L’articolo è stato ripreso ieri da parecchie agenzie di stampa, che riportano le controdeduzioni del presidente di Federfarma nazionale, Marco Cossolo: «L'aumento a prima vista può sembrare consistente» dice «ma va considerato che l'ultimo aggiornamento risaliva al 1993. La remunerazione è restata ferma per 24 anni, è chiaro che se fosse stata aggiornata ogni due anni, come previsto dalla norma, l'aumento sarebbe stato lento e progressivo nel tempo, e non avrebbe perciò fatto tanto clamore». Per quanto concerne gli aumenti del diritto addizionale notturno, ricorda poi Federfarma, non va dimenticato  che l’importo è a carico del Servizio sanitario nazionale quando la ricetta Ssn è rilasciata dalla guardia medica o reca un’indicazione che ne certifica il carattere di urgenza.

Da notare che sugli aumenti della Tariffa ha scritto ieri anche l’edizione romana del Corriere della Sera, in un articolo che però dà conto anche delle osservazioni di Federfarma: «Attendevamo l’adeguamento dal ‘93» ricorda al quotidiano Vittorio Contarina, presidente dell’associazione titolari capitolina e vicepresidente di Federfarma nazionale «il decreto si basa infatti sull’aumento del costo del lavoro: se 24 anni fa un farmacista costava 23 centesimi al minuto, oggi il suo lavoro viene valutato 42 centesimi al minuto, quasi il doppio. Per quanto riguarda i galenici, il rincaro è legato alla dilatazione dei tempi necessari per la preparazione: dai 5 minuti di lavoro del ‘93 si è passati a 15 minuti, in virtù delle normative subentrate negli anni». In sostanza, scrive il Corriere, è come se il prezzo della benzina si fosse fermato a 24 anni fa.

Di avviso opposto il Codacons, che in una nota diffusa nel pomeriggio di ieri parla di «ignobile speculazione sullo stato di necessità dei cittadini»: chi acquista farmaci in orari notturni, scrive il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, non lo fa per divertimento, ma perché' si trova in un evidente stato di necessità e non può essere punito per questo.

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