Integratori, con il progetto Farmintegra gestione e consiglio “aggiornati”

11/02/2015 00:20:38
Nel mercato della farmacia, il comparto degli integratori è uno dei pochi a crescere costantemente di anno in anno, tanto nei consumi quanto nel giro d’affari. Ed è anche uno dei più segmentati: le referenze sono almeno 54mila, le prime 15 categorie per destinazione d’uso fanno il 65% del mercato e le prime dieci aziende per fatturato assorbono “soltanto” il 25% delle vendite. Serve quindi un professionista altamente preparato per gestire al meglio l’offerta – anche in termini di selezione – e assicurare al consumatore un consiglio ritagliato sulle sue specifiche esigenze. E questo è ciò cui punta Farmintegra, il progetto congiunto Federfarma-Aiipa (Associazione italiana industrie prodotti alimentari) per formare il farmacista alla gestione di questo complesso segmento. Presentato ieri a Milano in una conferenza stampa, il programma trova il suo fulcro in un corso Fad con crediti Ecm di durata biennale, offerto gratuitamente a tutti i titolari di farmacia aderenti al sindacato e ai loro collaboratori. I contenuti del corso, accessibile dalla sezione riservata del sito www.federfarma.it, sono stati sviluppati in collaborazione con Paola Minghetti, docente del dipartimento Scienze farmaceutiche dell’Università di Milano, Michele Carruba, del dipartimento di Biotecnologie Mediche della stessa Università, Ims Health e Shackleton Consulting, che ha curato la parte dedicata alle tecniche di comunicazione e gestione sul punto vendita.

«La farmacia è più che attenta alla nuova domanda di salute che arriva dagli italiani» ha ricordato Annarosa Racca, presidente Federfarma «ha ampliato la gamma dei prodotti e dei servizi offerti ed è impegnata quotidianamente nella prevenzione e nel consiglio. Dobbiamo diventare ancora più centrali in questo mercato, nel quale peraltro il farmacista crede enormemente». «Già con il Libro bianco sugli integratori realizzato un paio di anni fa» ha aggiunto Paolo Vintani, vicepresidente di Federfarma Milano «avevamo voluto ricordare che la farmacia è il luogo dove chi acquista può sempre trovare l’aiuto di un professionista della salute».

Tra l’altro, come ha spiegato Alessandro Colombo, vicepresidente del Gruppo Integratori alimentari e prodotti salutistici di Aiipa, attorno alla farmacia gravita l’80% del mercato degli integratori: «L’obiettivo è quello di offrire ai titolari una competenza a 360° su questo tipo di prodotti: il consumatore è sempre più informato ed esigente, chiede di essere consigliato in modo puntuale e personalizzato. Siamo quindi felici di questa collaborazione, vogliamo essere di reale supporto al counselling del farmacista». La vitalità del comparto, d’altronde, merita l’interesse delle farmacie. E tra i suoi segmenti emergono nicchie che chiedono soltanto di essere valorizzate. «I preparati in area analgesia e dolore muscolare sono certamente tra le categorie che si dimostrano più dinamiche» ha osservato Sergio Liberatore, General Manager di Ims Health «infatti crescono quasi del 12% in termini di fatturato e del 7,7% in volumi. I probiotici e gli integratori per il settore ginecologico incrementano il fatturato a un passo leggermente inferiore, + 9,7% e +5,3%, ma sono percentuali comunque superiori a quelle del mercato a libera vendita nel suo insieme».

Interessante anche la dinamica dei prezzi: gli integratori si collocano nella fascia di prezzo medio-alta (vicino ai 15 euro a confezione) e con un trend in controtendenza rispetto al prezzo medio dei farmaci registrati. Nulla di misterioso però: come ha spiegato Isabella Cecchini, direttore del dipartimento Salute di Gfk Eurisko, «nonostante la crisi, negli acquisti che riguardano la salute il 40% delle famiglie continua a comprare cercando il meglio. Soltanto il 35% compra mettendo al primo posto la convenienza». C’è attenzione alla spesa, ma anche in questi anni difficili gli italiani si mostrano sempre più propensi a investire in benessere e salute. Attraverso l’adozione di comportamenti e stili di vita salutari, ma anche con il ricorso sempre più diffuso agli integratori. «In questo scenario» ha spiegato Cecchini «l’attenzione del cliente non è più focalizzata sul prodotto in quanto tale ma sull’esperienza di acquisto: il consumatore vuole conoscere, scegliere, capire, perché in questo modo “avverte” che si sta prendendo cura di se stesso». Ed è qui, dunque, che diventa centrale la competenza del farmacista in farmacia, dove entra per acquistare il 68% degli italiani. «Il farmacista è l’interlocutore competente» ha concluso Cecchini «colui dal quale ci si aspetta consiglio e consulenza. E la farmacia è il luogo in cui scatta l’esperienza di acquisto, dove si confronta il prodotto e si acquisisce conoscenza». (AS)

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