Federfarma alle associazioni: difendere promemoria cartaceo

10/11/2017 09:51:19
Le rappresentanze territoriali di Federfarma contrastino con le misure più opportune tutti i progetti che le Regioni dovessero mettere in campo per superare il promemoria cartaceo, fatta ovviamente eccezione per le sperimentazioni già approvate. E’ l’invito che la Federazione ha diramato ieri alle proprie organizzazioni periferiche sulla base delle linee politico-sindacali espresse nei giorni scorsi dal Consiglio delle Regioni e quindi fatte proprie dal Consiglio di presidenza. «E’ giusto che i pazienti possano beneficiare di tutte le agevolazioni generate dall’innovazione digitale» ricorda il sindacato nella circolare diffusa ieri ad associazioni provinciali e unioni regionali «ma vanno evitate sfaldature nel rapporto personale e diretto tra assistito e farmacista in farmacia».

L’intervento di Federfarma nasce dalle «recenti iniziative» lanciate in alcune Regioni per «eliminare il promemoria cartaceo con l’obiettivo di ridurre alcuni costi amministrativi». In alcuni casi, continua la circolare, «le soluzioni adottate rischiano di diversificare le modalità di accesso al servizio farmaceutico e non mettono le farmacie nelle condizioni di operare al meglio». Non va poi dimenticato che tale documento possiede un’importante valenza sanitaria, perché ricorda agli assistiti - e in particolare agli anziani, magari in multiterapia - quando recarsi in farmacia per ritirare i farmaci prescritti.

Ma c’è di più: in caso di indisponibilità dei dati per mancato funzionamento del sistema o per carenza di connessione alla rete internet, il promemoria cartaceo diventa l’unica certificazione che consente al farmacista di dispensare i farmaci prescritti. Inoltre, è «documento utile ai fini del controllo contabile» e viene utilizzato «per apporre i fustelli dei farmaci consegnati, come previsto dal dpr 371/1998».

Le iniziative regionali dirette a eliminare il promemoria, poi, non appaiono «propriamente conformi alle norme impartite dal decreto ministeriale 2 novembre 2011, che impone ai medici di stampare e consegnare il documento all’assistito, il quale a sua volta è tenuto a presentarlo in farmacia. Anche il dpcm 14 novembre 2015, che ha esteso all’intero territorio nazionale la validità della ricetta dematerializzata, ribadisce l’indispensabilità del promemoria cartaceo per spedire le ricette.

La rilevanza della questione, conclude la circolare, è tale che Federfarma provvederà a portarla anche al tavolo della Sisac per il rinnovo della convenzione nazionale, ossia il luogo più opportuno nel quale «discutere di cambiamenti del sistema prescrittivo a carico del Servizio sanitario nazionale». Il nuovo contratto, in particolare, «dovrà prevedere una serie di garanzie affinché i futuri processi di digitalizzazione non precludano l’effettività della tutela della salute del paziente e prevedano una serie di garanzie volte a tutelare l’operatività della farmacia». 

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