E-commerce, un caso che chiarisce preoccupazioni Ministero

14/05/2016 09:23:39
Nella propria circolare sull’e-commerce, il Ministero l’ha scritto con estrema chiarezza: la vendita a distanza di Sop e Otc dev’essere effettuata dal sito web della farmacia, autorizzato e certificato dal logo ipertestuale, sito che a sua volta è «strettamente correlato» alla «sede fisica che dispensa medicinali al pubblico». In altri termini, non è consentito «l’utilizzo di siti web intermediari, piattaforme per l’e-commerce o app per smartphone e tablet». L’impressione è che il dicastero abbia impartito tali direttive sulla scorta di alcuni episodi accaduti in Francia, dove l’e-commerce dei Sop è stato autorizzato con qualche anno di anticipo rispetto all’Italia (e con regole assai simili). Che sia o non sia così, buttare un occhio su quanto capitato Oltralpe aiuta comunque a capire il senso delle disposizioni ministeriali.

Il caso più “didattico”, in tal senso, è senz’altro quello di 1001pharmacies.com, il portale di vendite online recentemente condannato dalla Corte di appello di Parigi su istanza dell’Ordine dei farmacisti francese. Appartenente a una società commerciale, si proponeva al pubblico come un servizio per la consegna domiciliare di farmaci e parafarmaci, acquistati attraverso le farmacie consorziate (un migliaio, si legge sulla pagina web del “chi siamo”). In realtà, hanno appurato i giudici, si trattava di un vero e proprio sito di e-commerce, perché chi comprava si rivolgeva direttamente al portale e non alle farmacie, che di fatto avevano concesso a 1001pharmacies una delega alla vendita.

L’Ordine dei farmacisti era riuscito a ottenere una condanna nei confronti della società nel 2014, nelle settimane scorse la sentenza della Corte di appello che conferma il giudizio di primo grado e intima al portale di interrompere la vendita online di medicinali. «La società titolare» si legge dispositivo «viola in modo flagrante le disposizioni relative al commercio e al commercio elettronico dei farmaci». Infatti, «soltanto le farmacie possono vendere medicinali e la farmacia online non è che il prolungamento naturale della farmacia tradizionale». Esattamente gli stessi concetti espressi dalla circolare del ministero della Salute. (AS)

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