Celiaci, D’Ambrosio Lettieri al Ministero: buoni spesa validi anche extraregione

20/09/2016 00:15:14
Il Ministero valuti quali iniziative sia opportuno adottare per consentire ai celiaci di spendere il bonus erogato dalla loro Regione di residenza in tutto il territorio nazionale, per esempio con l’introduzione «di un codice sulla tessera sanitaria personale». E’ la sollecitazione che il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri (CoR), vicepresidente della Fofi, ha rivolto al dicastero della Salute nell’interrogazione presentata giovedì scorso al Senato.

L’intervento parlamentare prende le mosse dalle particolari condizioni che in Puglia contraddistinguono l’assistenza ai celiaci: i pazienti, in sintesi, usufruiscono di buoni mensili cartacei che ammontano a 140 euro per gli uomini e 110 per le donne; tali buoni vengono consegnati in quattro tagliandi di uguale importo, ognuno dei quali va speso integralmente in un unico acquisto. «Alcune Regioni» rileva però D’Ambrosio Lettieri «hanno invece introdotto una tessera elettronica, per assicurare libertà di gestione dei buoni, maggiore trasparenza e monitoraggio delle prestazioni erogate». Il ricorso a una carta magnetica, poi, consentirebbe al malato di spendere di volta in volta solo ciò che gli serve e tenere traccia del credito residuo.

Dato che la Puglia è fornita del sistema informativo regionale Edotto, prosegue l’interrogazione, dovrebbe essere possibile avviare «un processo informatizzato che permetta ai pazienti l'utilizzo di carte magnetiche». Per tale ragione, la richiesta che il senatore D’Ambrosio Lettieri rivolge al Ministero è quella di sapere «se, quante e quali Regioni abbiano attivato definitivamente procedure informatizzate per l'erogazione dei buoni ai celiaci»; se e quali iniziative intenda avviare «al fine di promuovere, in Puglia e nelle regioni che ancora ne sono sprovviste, un sistema informatizzato di distribuzione dei buoni; se e quali iniziative intenda promuovere «al fine di verificare la congruità degli importi erogati ai cittadini pugliesi affetti da celiachia, valutando anche la differenziazione fra uomini e donne». (AS)

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