Gare: una su quattro fallisce per ribassi troppo onerosi

26/09/2017 00:30:53
Più del 25% delle gare per l’acquisto di farmaci da destinare agli ospedali va oggi deserta, a causa di basi d’asta che partono da offerte troppo basse per molte aziende farmaceutiche. E se i produttori fanno sempre più fatica a sostenere la pressione sui prezzi, è anche per colpa di un mercato – quello ospedaliero – che non promette volumi allettanti: il 39,8% dei farmaci di dispensati in corsia, tra fascia A e H, appartiene alla categoria dei branded, cioè è sotto brevetto; gli equivalenti sono il 36,4% e i generici puri il 23,8%. E così, la difficoltà di trovare un equilibrio tra domanda si ripercuote sulla crescente fuga delle imprese dalle gare e sul fallimento di queste ultime: nel 2015 non è stato assegnato il 27% dei lotti, nel 2014 erano il 20%, come ha spiegato ieri Enrique Hausermann, presidente Assogenerici, nella tappa toscana di "Fabbriche aperte", il tour lanciato dall’associazione per mettere in vetrina le aziende del comparto. «Maggiore informazione e conoscenza possono significare maggiore fiducia e possono spazzare via le leggende metropolitane che ancora sussistono sulla qualità ed efficacia dei farmaci equivalenti ha detto Hausermann dagli stabilimenti fiorentini della Baxter «stiamo spalancando le porte delle nostre aziende proprio per dimostrarla».

Le richieste del comparto originano direttamente dalla fotografia del presente: riapertura automatica delle gare in caso di scadenze brevettuali in itinere (clausola di rinegoziazione "pura"); introduzione nei capitolati di quantitativi minimi d'ordine vincolanti, come antidoto al rischio di rottura di stock; eliminazione del pay back ospedaliero almeno per le aziende che competono nel segmento fuori brevetto; snellimento delle procedure di gara; introduzione di elementi qualitativi per gare economicamente vantaggiose; determinazione equa dei prezzi a base d'asta. «Costi regolatori, incertezze e confusione sul sistema di pay back e pressione sui prezzi stanno mettendo a rischio la sostenibilità d'impresa» ha concluso Hausermann «è indispensabile la riconvocazione urgente del tavolo sulla governance del farmaco (quello al Mise, ndr) e la rivalutazione di tutte le decisioni di policy che impattano sul tessuto industriale e produttivo, perché nelle condizioni attuali diventerà impossibile per le imprese continuare a garantire l'eccellenza del servizio offerto al Ssn».

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