Legge di bilancio, Gimbe: per il Ssn solo briciole e nuovi tagli

26/10/2017 09:12:11
La bozza della Legge di bilancio per il 2018 appena sbarcata in Parlamento sembra promettere al Ssn pubblica solo «briciole e nuovi tagli». L’accusa è del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta (foto), ospite ieri del VI Healthcare Summit, il convegno annuale del Sole24Ore su politica e sanità. L'unica certezza offerta al momento dalla bozza, ha osservato Cartabellotta, è rappresentato dalla sanatoria del payback farmaceutico. «Mancano invece riferimenti al rinnovo di contratti e convenzioni, allo sblocco del turnover, all'abrogazione del superticket, agli investimenti per l'edilizia sanitaria. E in più, c’è pure il rischio di una ulteriore riduzione di 300 milioni di euro del Fondo sanitario per il prossimo anno».

La Legge di bilancio, ha dettagliato il presidente del Gimbe, impone alle Regioni a statuto ordinario un contributo per il 2018 di 2,2 miliardi di euro, destinato alla riduzione del debito; per raggiungere tale importo, 94,1 milioni saranno tolti alle risorse per l'edilizia sanitaria e 300 milioni ad altre voci di spesa. «Purtroppo» ha commentato Cartabellotta «la storia recente ci ha insegnato che quando le Regioni sono state chiamate a recuperare risorse ad altri ambiti di spesa, il conto finale lo ha sempre pagato la sanità. E nel 2018, con un finanziamento pubblico già decurtato di 604 milioni, un taglio di 300 milioni determinerebbe un azzeramento quasi totale del miliardo di aumento che si continua a sbandierare».

Il rischio è che la spesa sanitaria pubblica continui a perdere terreno anche il prossimo anno, sia in rapporto al Pil sia, soprattutto, come spesa pro-capite: «Siamo sotto la media Ocse e in Europa ben 14 Paesi investono più dell'Italia» ha ricordato il presidente del Gimbe «tra i Paesi del G7 siamo fanalino di coda per spesa totale e per spesa pubblica, ma secondi per spesa out-of-pocket, segnale inequivocabile che la politica ha scaricato sui cittadini una consistente quota di spesa pubblica, senza rinforzare la spesa intermediata».

Nessuno si aspettava miracoli da questa Legge di bilancio, è la conclusione di Cartabellotta, «tuttavia garantire le risorse per il rinnovo di contratti e convenzioni e per lo sblocco del turnove, rappresentava il segnale minimo sia per confermare che i Lea non sono “autoeroganti”, sia per dare un simbolico riconoscimento a tutti i professionisti della sanità che in questi anni hanno sostenuto un Ssn pesantemente definanziato». Tutte le speranze si appuntano sull’iter parlamentare.

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