Sedentari e tendenti all’obesità, le abitudini degli italiani fotografate dal sistema ‘Passi’

10/01/2018 09:20:26
La diminuzione del reddito per le famiglie e l’abbassamento del livello di istruzione concorrono all’aumento di vizi e cattive abitudini degli italiani. E’ quanto rileva il sistema nazionale di sorveglianza 'Passi' ("Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia"), che dal 2007 raccoglie informazioni sul profilo di Salute della popolazione italiana tra i 18 e i 69 anni e che nel nuovo Report, presentato oggi al ministero della Salute, evidenzia una maggiore abitudine al fumo, una più persistente sedentarietà oltre che, di conseguenza, una maggiore tendenza all’obesità per gli italiani. Promosso dal ministero della Salute e dal Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, il sistema è condotto dai dipartimenti di prevenzione delle Asl, coordinate dalle Regioni con il supporto dell'Istituto Superiore di Sanità. Alla presentazione dei dati 2014-2016 è stato precisato come le diseguaglianze siano presenti sia fra gli uomini che fra le donne e anche nei diversi gruppi di età. I dati 2014-2016 evidenziano poi come fra le persone sedentarie, il 38% abbia un titolo di scuole medie, a fronte di un 24% di laureati. E' sedentario anche il 40% delle persone con molte difficoltà economiche, contro il 20% di quelle che arrivano molto facilmente a fine mese. Nella classifica per regioni, tra quelle dove le persone sono più attive, dopo Bolzano che spicca in vetta, seguono al secondo posto Trento per gli uomini (66,8% attivi) e la Sardegna per le donne (40,4%), e al terzo posto la Valle d'Aosta per gli uomini (65,8%) e Trento per le donne (35,3%). In penultima posizione, prima della Basilicata, si trovano invece la Campania per gli uomini (37,2% quelli attivi) e la Calabria per le donne (24,2% di attive). Il numero di persone fisicamente attive, è stato sottolineato, diminuisce con l'età in entrambi i sessi con un divario che quasi si annulla verso i 50-60 anni (prima di quella fascia di età si registrano percentuali di persone fisicamente attive più elevate nella popolazione maschile). Infine, si segnala una lieve diminuzione di persone fisicamente attive in tutto il Paese tra il 2008 e il 2016, sia fra le donne che fra gli uomini, ma con un trend in ripresa tra il 2015 e il 2016. Il dato più allarmante, riguarda sicuramente quello sulle abitudini delle donne incinte. Il 15% delle donne in stato di gravidanza consuma alcol e il 14% fuma. Dai dati 2014-2016 emerge inoltre che fra le donne in allattamento il 26% consuma alcol e l'11% fuma.

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