Cossolo su contratto di Governo: farmacie pronte a fare la loro parte

06/06/2018 09:20:31
Sviluppo dei servizi sul territorio, governance farmaceutica. E, ancora, centralizzazione degli acquisti, informatizzazione e capitolo vaccini. Il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, risponde punto per punto agli argomenti programmatici contenuti nel contratto di governo Lega-M5S.
 
Presidente Cossolo, il nuovo governo ha davanti a sé molte questioni aperte. Una su tutte la sanità…
L’azione del nuovo Esecutivo guidato dal giurista Giuseppe Conte sarà orientata dai contenuti del Contratto di Governo siglato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega. E, ovviamente, è proprio sul capitolo “Sanità” di questo Contratto che ci stiamo concentrando per individuare spazi di collaborazione tra le farmacie e il nuovo Governo.
 
Ci spiega meglio?
Il documento in questione prevede di sviluppare sul territorio i servizi sociosanitari per superare il modello di assistenza ospedalo-centrica. Un obiettivo condiviso da Federfarma, che è pienamente disponibile a fornire tutto il supporto necessario per permettere al nuovo governo di valutare le grandi potenzialità della farmacia in termini di capillarità e vicinanza al cittadino. Riprendendo un percorso peraltro già avviato nelle legislature precedenti con la normativa sulla farmacia dei servizi, per la quale la legge di Bilancio 2018 ha anche previsto specifici finanziamenti.
Altro nodo critico indicato nel contratto è la governance farmaceutica. La necessità di trovare nuovi strumenti per tenere sotto controllo i costi è sotto gli occhi di tutti. La popolazione che invecchia – con il conseguente aumento di malati cronici -  e l’immissione sul mercato di farmaci innovativi fanno inevitabilmente lievitare la spesa farmaceutica complessiva. Se la spesa convenzionata è da anni sotto controllo ed è una voce trasparente grazie alla trasmissione dei dati delle ricette che le farmacie garantiscono alle Istituzioni, la spesa non convenzionata (a partire da quella per la distribuzione diretta) deve ancora trovare un meccanismo di gestione capace di assicurarne il contenimento e altrettanta trasparenza. Inoltre si tratta di una spesa per canali distributivi che sono in assoluta antitesi rispetto alle esigenze di assistenza di prossimità espresse dei cittadini.
 
C’è, insomma, tutta la partita della razionalizzazione dei costi che, inevitabilmente, investe anche le farmacie…
 
Il nuovo esecutivo pensa che la centralizzazione degli acquisti possa essere una soluzione in grado di far realizzare risparmi considerevoli. Se lo Stato riesce a comprare a prezzi vantaggiosi, sarà un bene per le finanze pubbliche. D’altronde la farmacia è sempre rimasta estranea al tema del prezzo. Bisogna quindi studiare nuovi metodi che contemperino l’esigenza di risparmio del Ssn con la professionalità e la presenza sul territorio delle farmacie per ridurre la spesa senza creare impatti sociali negativi. Stiamo lavorando su proposte specifiche in questo senso, che presenteremo al nuovo governo.
Noi siamo i professionisti del farmaco, il nostro principale compito è quello di assistere il cittadino e aiutarlo ad utilizzare in maniera sicura ed ottimale il farmaco. Va sottolineato che l’aderenza alla terapia comporta non solo vantaggi per la salute del paziente, ma anche risparmi per il Servizio sanitario nazionale. E le farmacie su questo fronte possono fare tantissimo.
 
Il programma di governo punta molto sull’informatizzazione del Ssn. Ma se sui referti on line e le ricette digitali è stato fatto molto in questi anni, resta tutto il capitolo del fascicolo sanitario elettronico…
Certo, Federfarma da anni è al passo con i processi di digitalizzazione ed ha anche in tempi celeri ottenuto ottimi risultati, a cominciare dalla collaborazione al monitoraggio dei dati e dei consumi della spesa farmaceutica. Un processo all’avanguardia nato moltissimi anni fa, quando l’informatizzazione era agli albori. E’ proprio per questo motivo che ci sentiamo pronti ad essere maggiormente coinvolti sul fascicolo sanitario elettronico, che va nella direzione dell’aderenza alla terapia e quindi nella direzione di più salute e meno spesa. Siamo pronti a sfruttare questi mezzi per supportare il territorio, soprattutto i cittadini più fragili.
 
Vaccini: un argomento molto dibattuto negli ultimi tempi. Il contratto di governo si propone di trovare un giusto equilibrio tra diritto alla salute e diritto all’istruzione. Qual è la posizione di Federfarma?
Per quanto riguarda i vaccini, le farmacie sono, come sempre, a disposizione delle istituzioni sanitarie per diffondere informazioni scientificamente corrette. Questo rientra nella naturale vocazione della farmacia a fare prevenzione ed educazione sanitaria sul territorio. Se ne fosse ravvisata la necessità, le farmacie sarebbero inoltre disponibili a collaborare nella distribuzione dei vaccini, senza naturalmente volersi sovrapporre ad altri operatori sanitari. Sicuramente non possiamo entrare nel merito di questioni epidemiologiche specifiche, in quanto estranee alla nostra competenza professionale. Quello che faremo, perché sappiamo farlo bene, è parlare con le persone, illustrare le proprietà e le modalità di somministrazione dei vaccini, divulgando i contenuti avallati dalla comunità scientifica e spiegando ai cittadini le determinazioni dei decisori pubblici. Questo è il modo in cui abbiamo sempre fatto cultura sanitaria e vogliamo continuare in futuro.
 

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