Rapporto Gimbe: governo a un bivio tra rilancio e smantellamento Ssn

06/06/2018 09:17:09
Definanziamento progressivo, troppe prestazioni nei nuovi Lea, sprechi e inefficienze, espansione dell''intermediazione assicurativa rappresentano una miscela letale per la sanità pubblica. A fronte di questa situazione, il nuovo governo si trova di fronte a "un bivio: rilanciare o smantellare il Ssn?". A fare il punto sullo stato di salute del Servizio sanitario nazionale è la Fondazione Gimbe con il terzo Rapporto sulla sostenibilità del Ssn, presentato ieri nella Sala capitolare del Senato a Roma.
I dati, soprattutto quelli sulla spesa e sul definanziamento del sistema, non lasciano ben sperare. "Ribadiamo che non esiste alcun disegno occulto di smantellamento e privatizzazione del Servizio sanitario nazionale, ma continua a mancare un piano preciso di salvataggio - sottolinea il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta - Nella consapevolezza che la sanità rappresenta sia un considerevole capitolo di spesa pubblica da ottimizzare, sia una leva di sviluppo economico da sostenere, il Rapporto valuta con una prospettiva di medio termine il tema della sostenibilità del Ssn, ripartendo dal suo obiettivo primario: promuovere, mantenere e recuperare la salute delle persone". Ammontano a oltre 21 miliardi di euro le risorse per la sanità ''bruciate'' in sprechi, inefficienze e frodi nel 2017. Per il definanziamento, nel periodo 2013-2018, a fronte di quasi 7 miliardi di euro di aumento nominale ne sono ''sopravvissuti'' meno di 6 mld. E negli anni 2015-2018 l''attuazione degli obiettivi di finanza pubblica ha sottratto, rispetto ai livelli programmati, 12,11 miliardi di euro.
Diverse criticità si rilevano nel capitolo Lea. Per Cartabellotta, "è indispensabile rivalutare complessivamente tutte le prestazioni inserite nei Lea per attuare un ''consistente sfoltimento'' e mettere fine all''inaccettabile paradosso per cui in Italia convivono il ''paniere Lea'' più ricco (sulla carta) e un finanziamento pubblico tra i più bassi d''Europa". In questo quadro, infine, si è progressivamente rafforzato il ''secondo pilastro'', la sanità integrativa. "Le crepe di una normativa frammentata e incompleta hanno permesso alla sanità integrativa di diventare sostitutiva, lasciando insinuarsi una raffinata strategia di marketing alimentata da catastrofici, ma inverosimili, risultati sulla rinuncia alle cure".

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