Enpaf, 550 mila euro alle parafarmacie. Plauso di Branca (Fnpi)

12/10/2018 09:03:09
Dopo l’intervento a favore dei farmacisti rurali sussidiati a basso reddito, per l’importo complessivo di 850 mila euro, il cui termine per la presentazione della domanda è scaduto il 28 settembre scorso, il Consiglio di amministrazione dell’Enpaf, nella seduta del 3 ottobre scorso, ha approvato il contributo una tantum per i farmacisti titolari o soci di parafarmacia.

L’importo stanziato per tale iniziativa ammonta a 550 mila euro e il termine per la presentazione della domanda scade il 30 novembre 2018. Nella prossima seduta del Consiglio di amministrazione sarà esaminata la proposta del contributo straordinario una tantum anche in favore dei farmacisti titolari di partita Iva e con rapporti di lavoro autonomo, soggetti pertanto unicamente alla previdenza obbligatoria Enpaf. Lo stanziamento previsto per tale iniziativa assistenziale sarà pari a 150 mila euro. “Credo – aveva dichiarato Croce all’indomani della decisione –  che le iniziative assunte siano la migliore risposta della Fondazione alle difficoltà della Categoria.  Ormai, sempre più l’Ente è impegnato nel settore del welfare allargato, che comprende anche le ulteriori iniziative, assunte in favore di coloro che sono in stato di disoccupazione involontaria, nonché la copertura sanitaria per i grandi interventi e la Long Term Care, estese a tutti gli assicurati  attraverso l’Emapi”. E Croce è tornato poi sull’argomento - come si legge in un comunicato - “A fronte di alcune affermazioni fatte circolare in rete da gruppi di discussione di farmacisti”.

“E’ necessario chiarire che gli interventi assistenziali sono finanziati da tutti gli iscritti - afferma Croce - senza alcuna differenziazione, dal momento che, nella Sezione Assistenza, affluisce il relativo contributo, pari a 28 euro, per l’anno 2018. In forza del citato regolamento, gli interventi assistenziali straordinari sono erogati a fronte della situazione di difficoltà economica dell’iscritto, che deve essere comprovata anche con la produzione del certificato Isee. Tutte le iniziative assistenziali straordinarie una tantum – si legge ancora nel comunicato - assunte e da assumere dal Consiglio di amministrazione nel corso del corrente anno, non sono altro che la reiterazione di iniziative analoghe, assunte dall’Ente sin dal 2010, per i farmacisti rurali a basso reddito;  dal 2014, per i titolari di parafarmacia e, addirittura dal 2006, per i farmacisti liberi professionisti. Va sottolineato che tutte le componenti sopra citate versano la contribuzione previdenziale soggettiva in misura intera, avendo l’Enpaf quale unico ente di previdenza”.
“Non intendo reagire – conclude Croce – a fake news che mirano unicamente a dividere, oggi, la nostra professione, in particolare contro quelle componenti che vivono situazioni di disagio economico, né sono ammissibili strumentalizzazioni riguardanti iniziative che hanno, da sempre, quale unica finalità quella di realizzare concreti interventi di sostegno al reddito, nella convinzione che la solidarietà endocategoriale non possa che rappresentare sempre un valore aggiunto per una categoria che abbia rispetto del proprio senso di appartenenza. Il Consiglio di amministrazione dell’Enpaf non smetterà mai di attenersi a questi principi, con buona pace di chi, evidentemente, ritiene di vantare i diritti di primazia e, come i maiali della fattoria orwelliana, di essere “più uguale degli altri”.

Così Matteo Branca, Presidente Federazione nazionale parafarmacie italiane: “Da qualche anno l'Enpaf, grazie ad un dialogo con l'ente condotto anche da noi della Fnpi e dall'ex presidente Gullotta in particolare, ha deciso di venire incontro ai disagi non solo dei rurali ma anche dei colleghi di parafarmacia, fuori da logiche di gdo e grandi capitali, e degli autonomi in partita Iva. È una cosa buona, certamente migliorabile, ma senza sotterfugi, fatta in totale trasparenza con requisiti chiari e benefici che ogni anno fanno respirare meglio moltissimi colleghi. Chi ci spinge a vederla in altro modo, disorientandoci e aizzandoci contro chi ci tende la mano, chi si accredita presso chi ci è ostile, chi crea fazioni improbabili anche su questioni palesemente positive come questa dell'una tantum ha altri scopi, contrari al bene della categoria”. “La Fnpi – conclude - continuerà anche con la mia presidenza il dialogo aperto, costruttivo e collaborativo con l'Enpaf e il Presidente Croce, per contribuire a tutelare l'autonomia della nostra cassa previdenziale e certamente per concordare e costruire sempre più tutele”.

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