Farmacisti a scuola di digitalizzazione, al via il progetto patrocinato da Federfarma

12/10/2018 09:02:06
L’importanza di pianificare, di decidere giorno per giorno una strategia comunicativa senza che questa sia frutto dell’improvvisazione e di interventi spot. È questo lo scopo alla base del progetto “Drive The change” che mira a promuovere la cultura della digitalizzazione tra i titolari di farmacia attraverso una serie di appuntamenti (con 200 farmacisti massimo), che saranno condotti in diverse località del Nord, del Centro e del Sud Italia.

Il progetto patrocinato da Federfarma, è nato da una collaborazione tra la rivista iPharma e l’azienda Dompè ed è stato presentato all’ultima edizione di PharmaEvolution a Taormina. A parlare dell’iniziativa è Laura Iacovone, ricercatrice del settore  Economia e Gestione delle imprese dell’università di Milano, per la quale “c’è un gran bisogno di andare oltre le mode e le pericolose banalizzazioni di quelli che sono strumenti di comunicazione che devono adeguarsi ai diversi canali digitali, che si tratti di social o di e-commerce”. Strumenti diversi, quindi, “che hanno un impatto sulle aziende” - prosegue Iacovone - e il cui uso deve essere un’opportunità per i farmacisti e la farmacia che in tal modo possono rivedere l’organizzazione e i processi interni e incominciare a ragionare nell’ottica della domanda più che dell’offerta”.
Un mondo, quello della digitalizzazione, in cui i farmacisti paiono brancolare nel buio come dimostra una recente ricerca condotta dall’università di Milano, secondo cui sono pochi i titolari che hanno consapevolezza della natura attuale della customer experience che integra dimensione online e offline. Ma non solo. Sempre secondo questa ricerca presentata a Taormina, il 44,2 per cento di titolari non raccoglie e rielabora i risultati delle iniziative svolte attraverso i diversi canali web e social, disperdendo una grande fonte di valore e conoscenza. “Manca insomma una digital strategy complessiva che preveda non solo scelta di investimenti ma anche scelte di tipo organizzativo e formativo nei confronti del team” spiega ancora Iacovone.

“La digitalizzazione in primo luogo parte a livello aziendale, perché possedere uno strumento del genere vuol dire capitalizzare il valore aggiunto di canali e forme di commercializzazione; secondariamente si raggiunge la consapevolezza dei differenti modelli di gestione dei social e tutti nella farmacia hanno un ruolo di competenza rispetto agli stessi”. Competenze già acquisite e voglia di apprendere permetteranno alla farmacia di domani di aumentare il bacino di utenza in maniera significativa “ma non si tratta semplicemente di e-commerce dove il rischio maggiore è quello di seguire il modello Amazon, dove si delega il rapporto con la clientela, quanto di un vero e proprio modello di lavoro che integri il lavoro della farmacia alla vendita on-line”.
Rossella Gemma

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