Pillola del giorno dopo, sondaggio di Federfarma Verona: impennata di consumi

24/10/2018 09:16:53
Un’impennata che sfiora il 700% nei sei mesi successivi all’entrata in vigore della normativa che permette alle donne maggiorenni di acquistare la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, direttamente in farmacia senza la ricetta medica (per le minori vale l’obbligo della prescrizione non ripetibile). È questa la situazione registrata da un’indagine anonima di Federfarma Verona che ha voluto monitorare in 84 farmacie del territorio l’utilizzo dei prodotti cosiddetti “intercettivi” oggi in commercio a base di Levonorgestrel  e Ulipristal acetato, entrambi classificati come contraccettivi di emergenza.
La ricerca, recentemente presentata al convegno veronese “Donne protagoniste della propria salute: la medicina di genere importanza dell’informazione e della prevenzione”, organizzato dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Verona presieduta dall’avvocato Silvia Zenati, ha fatto emergere dati poco rassicuranti sulla profilassi sessuale della popolazione. Parallelamente all’aumento dell’utilizzo della pillola post-coitale emerge, infatti, il dato nazionale divulgato dall’Istituto Superiore di Sanità dell’incremento delle malattie sessualmente trasmissibili con 1 milione di nuove infezioni al giorno, 4.000 nuovi casi di infezioni da Hiv all’anno e un calo del consumo di preservativi pari al 13%, dal 2007 al 2016, che relega l’Italia agli ultimi posti della classifica dei Paesi europei per quanto riguarda l’utilizzo del profilattico.
“I dati anonimi, che abbiamo acquisito grazie alla rilevazione effettuata da ogni singola farmacia, sono da analizzare con grande attenzione perché fanno emergere tendenze igieniche e comportamentali ad altissimo rischio, soprattutto nella fascia di popolazione che va dal 15 ai 24 anni – sottolinea Arianna Capri, vicepresidente di Federfarma Verona relatrice al convegno -. Secondo la nostra ricerca, che ha preso in esame un periodo di 12 mesi a cavallo dell’entrata in vigore della cosiddetta “liberalizzazione” (sei mesi precedenti e sei mesi successivi all’entrata in vigore dell’abolizione dell’obbligo di prescrizione) sulle donne maggiorenni che hanno assunto i due farmaci, l’utilizzo della “pillola del giorno dopo” ha subito un’impennata soprattutto per quanto riguarda il prodotto con principio attivo Ulipristal acetato, che può essere assunto fino a 5 giorni dopo il rapporto sessuale a rischio. Mentre per il farmaco a base di Levonorgestrel (farmaco che va assunto entro le 72 ore) l’aumento, sempre nel secondo semestre, è stato del 16%. Quello che preoccupa è l’“abitudine” all’utilizzo di questo metodo, che dovrebbe essere solo ed esclusivamente emergenziale, per molti motivi, primo fra tutti la massiccia dose ormonale assunta dalla paziente. Per quanto riguarda inoltre l’atteggiamento che spesso percepiamo in farmacia alla base di questa decisione, si apre una  più vasta considerazione sull’attitudine superficiale nei riguardi della salute sessuale: calo dell’utilizzo dei preservativi, maggiore inclinazione a metodi anticoncezionali empirici, scarsa informazione, incapacità di riconoscere e valutare i sintomi di una infezione sessuale. La farmacia assume in questa circostanza un ruolo fondamentale perché i farmaci SOP, senza obbligo di ricetta, come appunto la “pillola del giorno dopo” per le maggiorenni, devono essere supportati da una significativa azione di informazione all’utenza ad opera dei farmacisti.  E’, peraltro, per preservare al massimo la salute delle donne che questi farmaci non possono assolutamente essere commercializzati via internet. Aumentare la consapevolezza nelle donne, e comunque nelle coppie, è uno degli obiettivi di Federfarma Verona al fine di creare una coscienza comportamentale - conclude Arianna Capri - che punti veramente alla prevenzione, all’igiene, alla percezione del rischio non solo del concepimento, ma anche del contagio delle malattie sessualmente trasmissibili, purtroppo, appunto in costante aumento”. 
Il sondaggio anonimo di Federfarma Verona è stato condotto nell’arco di un anno in 84 farmacie dell’intero territorio provinciale prendendo in esame i sei mesi precedenti e quelli successivi all’entrata in vigore delle normative “liberalizzatrici” che consentono la vendita dei prodotti anticoncezionali senza prescrizione medica alle donne maggiorenni.
Rispetto al totale dei due prodotti progestinici distribuiti in farmacia la percentuale delle confezioni vendute prima e dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è risultata la seguente:
Ulipristal acetato   incremento vendite 670% nel semestre post-normativa (Sop per maggiorenni), (Gazzetta Ufficiale 9/5/2015)
Levonorgestrel incremento vendite 36% nel semestre post- normativa (Sop per maggiorenni), (Gazzetta Ufficiale 4/3/2016)

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