Incontinenti, proposta Bocconi: bonus pannolone offre risparmi a famiglie per 9 milioni di euro

08/11/2018 09:10:14
La sanità pubblica paga per i pannoloni poco più di 350 milioni di euro annui. Nell'Italia che invecchia, però, non tutti fruiscono di presidi per l'incontinenza di qualità, o in quantità adeguate. I privati sborsano altri 285 milioni per avere prodotti migliori in luogo di quelli del servizio sanitario nazionale o per completare una fornitura insufficiente.
Ottimizzare questa spesa e soprattutto rispondere efficacemente alle esigenze dei pazienti, si può. Il Cergas Sda Bocconi dell''Università Bocconi di Milano ha elaborato e proposto un nuovo modello assistenziale, presentato nei giorni scorsi a Milano, che prevede l''erogazione omogenea in tutte le Regioni, a spesa pubblica complessiva invariata, di un bonus-pannolone variabile secondo la gravità della patologia, da utilizzare mensilmente tramite tessera sanitaria.
“La spesa mensile per il Ssn è, pari a oltre 27 milioni", spiega il coordinatore del progetto Francesco Longo, del Dipartimento di analisi delle politiche e management pubblico dell''università Bocconi di Milano. “Sono soldi che potrebbero invece essere utilizzati per erogare, tramite tessera sanitaria, buoni-pannolone da circa 9 a 56 euro al mese, calibrati a seconda della gravità della patologia, aumentando così la risposta ai bisogni dei pazienti e consentendo a ciascuno la libertà di utilizzare il proprio budget, scegliendo finalmente il prodotto più adatto alle proprie esigenze fra quelli disponibili per un ritiro in farmacia o nella Asl di riferimento o, se previsto, mediante la consegna a casa. La scelta potrà avvenire anche grazie all'aiuto di un tutor, farmacista o infermiere, che possa dare consigli sul presidio più adeguato senza incentivi a spingere l'uno o l'altro ausilio o dialogando con il sistema attraverso una piattaforma web. Il bonus consentirebbe inoltre la possibilità di integrare direttamente la spesa per avere prodotti in maggiore quantità o di migliore qualità a un prezzo ''amministrato'' più vantaggioso e rifornendosi in un solo posto con un risparmio per le famiglie fino a 9 milioni, pari al 3% dei costi sostenuti fino a oggi".

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