La mano delle mafie sulle farmacie, Tobia: “Lo denunciamo dal 2015. Pericolo reale che va combattuto”

29/01/2019 09:13:10
L'operazione 'Partenope', che la settimana scorsa ha portato a blitz in più province italiane e all'arresto di 11 persone, 5 in carcere e 6 ai domiciliari, coinvolte in due distinte organizzazioni criminali, entrambe dedite a illeciti sui farmaci, dal furto alla truffa e al riciclaggio, ripropone un tema che Federfarma denuncia da anni. E cioè, il sempre maggiore interesse delle mafie al settore delle farmacie.

Torna sull’argomento il presidente di Federfarma Palermo e Tesoriere di Federfarma nazionale, Roberto Tobia, che già nel 2015 aveva messo in guardia dal pericolo generato soprattutto dall’ingresso dei capitali nella titolarità delle farmacie. “Non entro nel merito delle vicende di cronaca, confidando a pieno nell’operato dei giudici inquirenti e in una piena e veloce conclusione dell’iter giudiziario, ma è certo che Federfarma ha da tempo segnalato il pericolo che le liberalizzazioni possono avere sul rischio di infiltrazioni mafiose e quindi sul riciclaggio. Lo ha denunciato – continua Tobia – dapprima, Federfarma Palermo nel 2015 e, Federfarma nazionale poi nell’Audizione con l’allora ministro della Giustizia Orlando. Anche la Corte di Giustizia Europea, in una sentenza del 2019, ha ribadito che affidare la titolarità delle farmacie a soggetti non farmacisti porterebbe non solo a una riduzione della indipendenza professionale, ma anche ad un possibile interesse diretto che il grande capitale, mi riferisco a quello ‘malato’, può avere su un’attività che deve essere al servizio del cittadino e che deve rappresentare una garanzia per il cittadino stesso, essendo la farmacia colonna portante del Ssn”, conclude Tobia.

Tre anni fa, proprio per denunciare questa situazione ormai chiara in diverse regioni d’Italia, Tobia aveva infatti deciso di scrivere al Procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato che accolse la nota decidendo poi di inviarla alla Commissione regionale Antimafia presieduta da Nello Musumeci.

Una denuncia, quella di Tobia, che ha trovato riscontro anche nelle parole del capo della Direzione distrettuale antimafia, Ilda Boccassini, che nel 2016 lanciò l’allarme e lasciò intendere come le mafie puntassero, spesso anche in maniera molto palese, al mercato del farmaco. Per poi essere confermata, nel 2018, dalla relazione conclusiva della Commissione parlamentare Antimafia, che ha evidenziato chiaramente il rischio di infiltrazioni mafiose nella titolarità delle farmacie.

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