Fatturato Ssn, il Consiglio di Presidenza risponde ai rurali lombardi. No a dimissioni dei vertici Sunifar

27/02/2019 14:21:40
“L’attuale Consiglio di Presidenza, sin dal suo insediamento, ha inteso tutelare in primo luogo l’economia delle piccole farmacie, proponendo sin dalla Legge di Bilancio 2018, l’esenzione dagli sconti al Ssn per tali farmacie” e ottenendo “un significativo innalzamento dei tetti che danno luogo al pagamento di sconti agevolati, consentendo a numerose farmacie su tutto il territorio nazionale, compreso ovviamente quello lombardo, di ottenere importanti vantaggi economici”.

Così, in una lettera a Federfarma Lombardia, il Consiglio di Presidenza nazionale respinge compatto la richiesta di dimissioni dei vertici del Sunifar, da parte del Comitato rurale della Lombardia. La vicenda ha origine dalle norme della legge di bilancio sulle modalità di computo del fatturato Ssn, sulle quali non ci sarebbe stata adeguata opposizione da parte del Sunifar. Una “ricostruzione sommaria” puntualizza nella sua lettera il Consiglio di Presidenza che contesta “sia le affermazioni espresse che la procedura adottata e precisa che le considerazioni che seguono sono state condivise da tutti i componenti del Consiglio di Presidenza sia urbani che rurali” e per tali motivi “la richiesta di dimissioni avrebbe dovuto riguardare, semmai, l’intero Consiglio di Presidenza e non solo la componente del Sunifar”. Non solo nella richiesta formulata, sottolinea la lettera, manca la “ratifica dell’Assemblea Regionale di codesta Unione, come prevede l’articolo 9, comma 2 dello statuto dell’Unione in indirizzo e deve conseguentemente considerarsi nulla”. Ma oltre alle questioni procedurali nella sua lettera il Consiglio di presidenza ripercorre la vicenda sottolineando di avere richiesto il parere del ministero della Salute sulla corretta interpretazione di fatturato, ottenendo “un’interpretazione che non creava pregiudizi per alcuna regione e, anzi, consentiva di ottenere sostanziali miglioramenti per numerose zone del paese”. Il parere ha, quindi, rappresentato, continua la lettera di Federfarma “un pronunciamento decisamente favorevole per le farmacie, in quanto interveniva ad omologare, al meglio, la situazione sul territorio. In tale ottica, Federfarma ha diffuso il parere invitando le farmacie a darne applicazione, anche in considerazione delle rassicurazioni pervenute, nel corso dell’Assemblea del 27 febbraio 2018, da parte di autorevoli esponenti del Governo. Le fasi successive, fortemente condizionate dal cambio del Governo intervenuto, sono state ricostruite puntualmente nelle relazioni svolte dal Consiglio di Presidenza, in occasione delle assemblee tenutesi nei giorni 17 ottobre 2018 e 13 dicembre 2018, e non sono il frutto di una mediazione tra amministrazione pubblica, Regioni e Federfarma”. Nonostante le difficoltà politiche contestuali la Federazione “è riuscita comunque a raggiungere l’originario obiettivo dell’esenzione dagli sconti per le farmacie a basso fatturato, inserito nel medesimo provvedimento con cui è stata data l’interpretazione sulle modalità di calcolo del fatturato SSN. Il provvedimento nel suo complesso ha reso necessario un ulteriore finanziamento a carico dello Stato di 4 milioni di euro, ritenuti peraltro insufficienti dal Centro Studi del Senato, il che ne sancisce l’evidente vantaggio per le farmacie nel loro insieme”. Ecco perché conclude la lettera, la richiesta di dimissioni, oltretutto improntata “ad una logica di difesa di interessi meramente regionali”, è “da considerarsi nulla” e “non soddisfa neppure le previsioni indicate nello Statuto della federazione, alle quali si fa rimando, relativamente a eventuali richieste di dimissioni e alla sostituzione del Consiglio di Presidenza”.

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