Rurali, l’Emilia Romagna stanzia 400 mila euro per garantire l’assistenza

26/03/2019 09:45:10
Dopo l’accordo tra Regione Emilia-Romagna e Federfarma su Dpc e farmacia dei servizi più in generale, arrivano anche le misure per implementare i fondi alle farmacie rurali. Si tratta, per il 2019, di una cifra pari a 400 mila euro che dovrebbe “garantire - si legge nel testo della delibera di Giunta - la capillarità dell'assistenza farmaceutica nelle zone disagiate della regione, quelle a bassa redditività". Il provvedimento, ieri, ha ottenuto il parere positivo della commissione Politiche per la salute e sociali, presieduta da Paolo Zoffoli.
Si prevedono, dunque, nuove modalità di erogazione dei farmaci, anche attraverso l'identificazione di farmacie di fiducia e la consegna a domicilio ai pazienti più fragili, in particolare a quelli affetti da patologie croniche, e nuovi servizi per un'assistenza di prossimità. Potranno essere ammesse a contributo le farmacie con volume d'affari, ai fini iva, non superiore ai 325mila euro - l'anno precedente la soglia era invece di 450mila euro. L'asticella si alza, si riporta nel documento, "per ottimizzare l'utilizzo delle risorse disponibili". Inoltre, sono individuate, collegate al contributo, quattro anziché cinque fasce di volume d'affari: fino a 200mila euro il contributo corrisponderà a 12.500 euro, da 200mila a 250mila euro sarà di 10mila euro, da 250mila a 300mila euro di 7.500 euro, mentre da 300mila 325mila euro ammonterà a 5mila euro.
“Sono molto soddisfatto di queste misure – ha annunciato a Filodiretto, Achille Gallina Toschi, presidente di Federfarma Emilia Romagna – che daranno una boccata d’ossigeno alle farmacie più interne e più disagiate”. Soddisfazione condivisa dal presidente Sunifar Silvia Pagliacci, che auspica che “vada quanto prima in porto l’accordo regionale firmato dall’assessore Venturi e che prevede il ritorno dei farmaci in Dpc nelle piccole farmacie rurali”
Saranno esclusi dal contributo, come evidenziato dall'assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, i titolari di farmacia assegnata con procedura di concorso straordinario e aperta nel corso dell'anno precedente. In regione, su un totale di 1.334 farmacie quelle rurali sono 520. Nel 2017, sono state ammesse a contributo 46 farmacie, 21 nel 2016. La realizzazione della attività previste nel protocollo comporterà un impatto economico di 8,5 milioni di euro che, a regime, sarà compensato con i risparmi derivanti dagli interventi di miglioramento della qualità dei percorsi assistenziali.

E proprio le farmacie rurali saranno al centro del convegno di giovedì, 28 marzo, “La Farmacia nelle Aree Interne: uno strumento di coesione sociale e di risposta alle disuguaglianze”, in programma dalle ore 9.30 alle ore 13 presso il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico di Roma. L’evento, voluto da Federfarma-Sunifar, va nell’ottica di valorizzare il ruolo sociale e sanitario della farmacia in particolare nelle zone più disagiate e lontane dai principali servizi pubblici. Ma rappresenterà anche l’occasione per far emergere pubblicamente il ruolo indispensabile che le farmacie rivestono ogni giorno nei piccoli comuni del territorio, garantendo un servizio fondamentale per la popolazione e interagendo con gli altri attori che tutelano la salute pubblica.
In occasione del convegno verrà presentato un progetto, realizzato in collaborazione con Cittadinanzattiva e Uncem (Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti Montani), che ha l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle farmacie come attori e strumenti di coesione sociale, a servizio della lotta alle disuguaglianze, nell’ambito delle Strategie Nazionale per le Aree Interne.
Rossella Gemma


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