Legge Concorrenza, Federfarma: “Report racconta i rischi dell’ingresso del capitale”

03/04/2019 09:30:19
Il rischio di deriva commerciale al quale è esposta la farmacia con l’ingresso del capitale nella proprietà consentito dalla legge 124 del 2017, più volte denunciato da Federfarma, è stato ben illustrato dal servizio andato in onda su Rai3 durante la trasmissione Report. Il pericolo che la legge sulla concorrenza favorisca l’affermarsi del modello di farmacia presente nei paesi anglosassoni, dove i mega-esercizi possono addirittura vendere tabacco, è reale. Un’immagine distante anni luce da quella della farmacia italiana, luogo in cui si dispensano farmaci, consigli, servizi che spaziano dagli screening di prevenzione alla telemedicina. Sono pienamente condivisibili quindi le preoccupazioni espresse nel servizio televisivo - e documentate da interviste a colleghi che hanno lavorato in farmacie appartenenti a catene - che riguardano non solo l’impoverimento professionale, ma anche il peggioramento delle condizioni di lavoro del personale. Oltre a queste, vogliamo segnalare altre due grandi preoccupazioni, non emerse dalla trasmissione tv. La prima è legata al rischio di infiltrazioni malavitose, con l’impiego di capitali di dubbia provenienza per rilevare la proprietà di farmacie che si trovano in difficoltà economica. La seconda riguarda il rischio che il servizio farmaceutico diventi disomogeneo sul territorio, a causa della capacità centripeta delle catene che concentrerebbero i punti vendita nelle zone più redditizie lasciando sguarnite quelle più disagiate.

Condivisibili anche le riflessioni sulle vicende legate all’iter legislativo, un percorso lungo e difficile da cui è scaturito un ampio dibattito, proseguito anche dopo l’approvazione della legge, che l’attuale dirigenza di Federfarma ha vissuto e seguito e che purtroppo è stato caratterizzato a più riprese dalla repentina e incomprensibile “sparizione” di emendamenti già approvati volti a tutelare la professionalità della farmacia.

In diverse occasioni le forze politiche si sono dimostrate sensibili alle esigenze delle farmacie, sia quelle di maggioranza – Movimento 5 Stelle e Lega - che hanno proposto gli emendamenti, sia Forza Italia e Fratelli d’Italia che hanno sempre dimostrato apertura in favore della difesa delle professioni. E anche il PD, per bocca del segretario Nicola Zingaretti intervenuto a Farma&Friends, ha manifestato una sorta di ravvedimento sulla questione del capitale in farmacia, riconoscendo i pericoli insiti nel vigente testo della legge. Devono essere adottate misure correttive che introducano dei paletti quali, ad esempio, l’obbligo della presenza di una quota maggioritaria di farmacisti nel capitale sociale e nei diritti di voto delle società titolari di farmacia, come anche la riduzione del tetto massimo di farmacie che possono essere di proprietà di un unico soggetto a livello regionale.

Dagli esponenti politici intervenuti a febbraio agli Stati Generali della Farmacia ci aspettiamo una conseguente concreta attività parlamentare, in quanto hanno riconosciuto il valore e il ruolo svolto dalle farmacie sul territorio condividendo la necessità di salvaguardare un sistema che funziona e che fornisce ai cittadini un’assistenza farmaceutica ampia e di qualità. Abbiamo recentemente avuto notizia di una proposta di legge a firma Trizzino (M5S) sull’assetto proprietario delle società titolari di farmacia. Confidiamo quindi in un confronto costruttivo che, tenendo conto delle argomentazioni proposte da Federfarma, possa portare a soluzioni concrete per mettere al riparo le farmacie e i cittadini dai rischi derivanti dall’esclusiva prevalenza degli interessi commerciali del capitale.

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