Carenze farmaci, la strategia Pgeu in cinque punti. Tobia: serve impegno dei governi europei

20/05/2019 09:15:05
“Non possiamo che essere soddisfatti delle posizioni assunte dal Pgeu, al quale anche Federfarma aderisce, che dando continuità al position paper sulle carenze dei farmaci è intervenuto declinando cinque punti sui quali i governi europei dovrebbero impegnarsi per limitare, se non eliminare, il fastidioso fenomeno del parallel trade”. Così il segretario di Federfarma e presidente di Federfarma Palermo, Roberto Tobia commenta il recente intervento del Gruppo farmaceutico dell’Unione europea in merito alle carenze e al mancato accesso dei pazienti ai farmaci.
 
Il Pgeu nel suo intervento declinato in cinque punti chiede per prima cosa che quando gli Stati varano interventi legislativi, politiche e programmi nazionali che possono influenzare tempestività e adeguatezza dell’offerta di farmaci, si mettano al primo posto le esigenze dei pazienti e si assicuri l’effettiva conformità di tali iniziative alle leggi Ue e nazionali relative sugli obblighi di servizio pubblico.

Poi, che quando la disponibilità di medicinali scarseggia, si allarghino i confini della pratica farmaceutica in modo che i farmacisti possano utilizzare le loro competenze e conoscenze per gestire al meglio la cura del paziente.
Si chiede poi che si stabiliscano canali di comunicazione efficaci tra tutti gli attori della filiera farmaceutica e le autorità nazionali competenti, in modo che le informazioni riguardanti una prossima carenza di farmaci siano fornite tempestivamente a tutti gli attori.
Per le carenze di medicinali che hanno un impatto economico su pazienti e operatori sanitari, si chiede di prevedere compensazioni sotto forma di rimborso o remunerazione.
Infine, il Pgeu chiede che si sviluppino sistemi di governance efficaci per migliorare la segnalazione, il monitoraggio e la comunicazione sulle carenze di farmaci. “È necessaria – si legge nel comunicato - una stretta collaborazione tra gli Stati membri dell’Ue e l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) nonché modelli di collaborazione strutturali, tempestivi e trasparenti tra le parti della filiera di approvvigionamento e le autorità nazionali competenti, per aumentare l’efficienza e l’efficacia delle pratiche di notifica e valutazione e per autorizzare i farmacisti a ridurre l’impatto delle carenze sui pazienti”.

Contro il dilagante fenomeno delle carenze urgono azioni politiche coordinate e concrete anche a livello di Unione europea, per garantire la disponibilità di medicinali, migliorare la comunicazione e la cooperazione tra gli attori della filiera e le autorità nazionali, sostenere le farmacie del territorio perché siano in condizione di fornire soluzioni ai pazienti. Va in questa direzione l’emendamento approvato nell’ambito dell’esame del cosiddetto Decreto Calabria per porre un argine al fenomeno delle esportazioni parallele e sul quale Tobia esprime la sua soddisfazione.
“Non possiamo che essere d’accordo con l’emendamento presentato nel Dl Calabria, con il quale si pone un argine al fenomeno delle esportazioni parallele che anche in Italia dà grossissimi problemi alla cittadinanza. Accogliamo con soddisfazione questo emendamento sostenuto, peraltro dal ministro Giulia Grillo, che pone un argine a fenomeno dilagante” conclude il segretario di Federfarma.

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